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Zona retrocessione - Librerie.coop

Zona retrocessione

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€ 3,49
Dettagli
FORMATO pdf
EDITORE Rizzoli
EAN 9788858609040
ANNO PUBBLICAZIONE 2010
CATEGORIA Economia, finanza e marketing
Letteratura
Attualità e politica
LINGUA ita
Dispositivi supportati
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Descrizione

Nel 2009, nessun italiano in classifica, per esempio tra le 50 figure che hanno plasmato il decennio o i 100 libri dell'anno. Zero titoli. A costruirci un'immagine di simpatici ma inetti cafoni non sono solo antichi stereotipi, ma anche fatti e comportamenti reali. Tanto per cominciare il maggior debito pubblico dell'Ue, 1821,9 miliardi di euro. Ma anche tasse tra le più alte (siamo quinti, ma dietro i Paesi scandinavi che il denaro pubblico lo sanno usare molto meglio), la giustizia più lenta, infrastrutture inefficienti e costosissime. In tutta Italia ci sono 230 chilometri di rete metropolitana; nella sola Londra, 408. Per un contenzioso su un assegno a vuoto impieghiamo 645 giorni; in Olanda, 39. Per avviare un'impresa ci vogliono circa 5000 euro e 62 giorni di scartoffie; in Usa, 170 dollari e 4 giorni. Nell'indice di libertà economica strutturato dal «Wall Street Journal» siamo al 74° posto, dietro al Botswana. E negli ultimi dieci anni la qualità della nostra vita è peggiorata: la bolletta del gas è aumentata del 50 per cento, quella della luce del 70, mentre i nostri stipendi rimangono tra i più bassi del continente e i nostri pensionati sono i più tassati. Per forza esportiamo più giovani professionisti di chiunque altro, un esodo di cervelli da quasi due miliardi di dollari. Giovanni Floris illustra con dati, inchieste, aneddoti e notizie quello che nessuno ha il coraggio di dirci: quanto siamo caduti in basso, e come è successo. Rivela come ci vedono davvero gli altri Paesi e quanti investimenti mancati ci costa questa immagine. Indaga casi eclatanti di corruzione, inefficienza, spreco. Chiede conto a una politica che non rimuove gli ostacoli alla crescita e ha smesso di fare il nostro interesse. Perché ormai, per l'Italia, navigare in zona retrocessione non è più solo imbarazzante. Può essere fatale.
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