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Israele e Palestina: storie e parole di una terra contesa
Attraverso le voci di storici, analisti, giornalisti e scrittori, cerchiamo di restituire la complessità del conflitto tra Israele e Palestina.
Approfondire punti di vista differenti è la premessa necessaria per comprendere il conflitto tra Israele e Palestina. In questo articolo non cerchiamo risposte definitive, ma percorsi di lettura che aiutino a decifrare la complessità del presente, ripercorrendo brevemente la storia della questione palestinese ed esplorando alcuni dei titoli più significativi sull’argomento.
Che cos’è la questione palestinese
La "questione palestinese" ha origine dall’alterazione degli equilibri in Medio Oriente e dalla nascita dello Stato di Israele nel 1948. Evento che inaugura una lunga stagione di ostilità: le guerre arabo-israeliane del 1948-49, del 1956, del 1967 e del 1973, in seguito alle quali il popolo palestinese si è trovato a vivere diviso tra l'esilio nei campi profughi dei paesi limitrofi, nei territori della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, occupati da Israele dopo la guerra del 1967.
Con la nascita dell'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), guidata da Yasser Arafat allo scopo di creare uno Stato arabo in Palestina, si apre una nuova stagione di violenza a cui segue la ricerca di una soluzione diplomatica. Scelta che suscita la reazione dei gruppi più radicali, soprattutto di Hamas, ma che porta anche allo storico riconoscimento reciproco: gli Accordi di Oslo del 1993, con cui l’OLP e lo Stato di Israele si riconoscono formalmente e viene istituita l'Autorità Nazionale Palestinese (ANP). Nel 2000, però, scoppia una seconda intifada (rivolta) a cui segue una nuova ondata di conflitti.
Con l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la reazione israeliana a Gaza, le speranze di trovare una soluzione per la questione palestinese sembrano sempre più sfumate. Oggi, la ricerca di un'identità statale per la Palestina rappresenta ancora uno dei nodi più complessi della politica internazionale.
Breve excursus della guerra tra Israele e Palestina
Quella tra israeliani e palestinesi è la storia di due popoli e una sola terra, un conflitto complesso, di cui ci limitiamo a ripercorrere brevemente i momenti salienti, per ricostruire il quadro dei fatti e degli eventi che lo hanno causato.
Tutto inizia con il crollo dell'Impero Ottomano, a cui segue la suddivisione tra Francia e Regno Unito degli ex territori imperiali. Nel 1920, alla Conferenza di Sanremo, si stabilisce che la Palestina debba essere assegnata al Regno Unito. Quest’ultimo, pochi anni prima, nella Dichiarazione Balfour, si era mostrato favorevole alla creazione di un "focolare nazionale" per il popolo ebraico, proprio in Palestina.
L’intensificarsi dell’immigrazione nei territori palestinesi degli ebrei provenienti dall'Europa, accelerata dalle persecuzioni antisemite della Russia zarista e della Germania nazista, insieme alla dichiarazione britannica, pongono le basi per le tensioni tra la comunità ebraica e quella palestinese.
Iniziano i primi scontri violenti e nascono le prime organizzazioni paramilitari e terroristiche da entrambe le parti. I britannici, ormai incapaci di gestire l’ordine sociale, ipotizzano una soluzione: la spartizione del territorio in base alla formula “due popoli due Stati”. La proposta non si concretizza mai veramente fino al 1947, quando la neonata ONU propone un piano di spartizione che i leader sionisti accettano, ma i paesi arabi rifiutano, portando alla guerra del 1948.
Il 14 maggio 1948 viene proclamata la nascita dello Stato di Israele: per gli israeliani è l'indipendenza, per i palestinesi è la Nakba (la catastrofe), che rende 750.000 persone di fatto profughe.
La geografia del conflitto muta drasticamente nel 1967 con la guerra dei sei giorni, in cui Israele occupa militarmente la Cisgiordania, la Striscia di Gaza, Gerusalemme Est, le alture del Golan in territorio siriano e la penisola egiziana del Sinai, poi resa all’Egitto nel decennio successivo. Da allora, la proliferazione delle colonie israeliane e la costruzione di barriere di separazione hanno frammentato il territorio palestinese, rendendo sempre più difficile la "soluzione a due Stati".
Luoghi simbolo come Gerusalemme e la Striscia di Gaza - oggi epicentro di una devastante crisi umanitaria, dopo la risposta di Israele all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 - rimangono ferite aperte, mentre si cerca una soluzione stabile e giusta per entrambe le parti.
Come districarsi in questa complessità?
Abbiamo selezionato alcuni tra i libri più autorevoli sul conflitto arabo-israeliano, che pensiamo possano essere di aiuto per comprenderne la genesi e gli sviluppi: una bibliografia che spazia dall'analisi storica alla testimonianza diretta.
Libri sulla Palestina e su Israele: cosa leggere per capire il conflitto israelo-palestinese
Per orientarsi in una materia così stratificata, proponiamo una selezione di saggi e letture che affrontano il conflitto da diverse angolazioni. Iniziamo con un’analisi geopolitica e storica, necessaria per comprendere le radici strutturali della guerra, per dare poi voce a chi vive e documenta quotidianamente la realtà dei territori.
Limes. Rivista italiana di geopolitica - Vol. 3
Il terzo volume di Limes del 2023 “Israele contro Israele” è dedicato alla crisi costituzionale, politica e sociale che ha investito lo Stato ebraico, in seguito alla riforma giudiziaria voluta dal governo di Binyamin Netanyahu. Il volume ripercorre genesi e sviluppi della crisi attuale, indaga le fratture all'origine delle tensioni nello Stato ebraico e passa in rassegna i punti di vista esterni sul paese e sulle sue debolezze.
“Israele, Palestina. La verità su un conflitto” di Alain Gresh
In “Israele, Palestina. La verità su un conflitto”, Alain Gresh indaga la questione israelo-palestinese a partire dagli episodi che ne hanno segnato la storia: la guerra del 1948, la creazione dello Stato d'Israele, la resistenza palestinese, la nascita dell'OLP, la pace di Oslo. Un’analisi in cui nessuna delle due parti in causa è investita da una "missione superiore", perché nessuno è buono o giusto per natura. Gresh parte da alcuni fatti indiscutibili, per cercare una soluzione laica al conflitto.
“Ebrei in guerra. Dialogo tra un rabbino e un dissidente” di Gad Lerner e Riccardo Shemuel Di Segni
L'ebraismo è al tempo stesso una religione, una cultura e una nazione. Questi aspetti come possono coesistere senza entrare in conflitto? Gad Lerner, ebreo che ha assunto posizioni critiche su Israele in guerra, e Riccardo Shemuel Di Segni, rabbino capo di Roma, si confrontano su questo delicato equilibrio in “Ebrei in guerra. Dialogo tra un rabbino e un dissidente”.
Nel libro affrontano la tragedia in corso, le divisioni dell'ebraismo contemporaneo, le sofferenze di tutte le popolazioni coinvolte, insieme ad alcuni dei temi più attuali legati al conflitto, tra cui: sionismo religioso, nuovo antisemitismo, il rapporto con le destre nazionaliste e quello con la Chiesa cattolica, il divorzio degli ebrei dalla sinistra e la piaga del fanatismo. Un libro sulle divisioni che la guerra sta provocando all'interno del mondo ebraico e sul destino dello Stato di Israele.
“J'accuse. Gli attacchi del 7 ottobre, Hamas, il terrorismo, Israele, l'apartheid in Palestina e la guerra” di Francesca Albanese e Christian Elia
“J'accuse. Gli attacchi del 7 ottobre, Hamas, il terrorismo, Israele, l'apartheid in Palestina e la guerra” di Francesca Albanese e Christian Elia raccoglie la testimonianza della Relatrice speciale ONU sui territori palestinesi occupati da Israele dal 1967. Attraverso il suo lavoro, confluito in tre Rapporti internazionali - presentati rispettivamente nell'ottobre 2022, nel luglio e nell'ottobre 2023 – Francesca Albanese documenta la condizione di apartheid e di occupazione neocoloniale con migliaia di vittime, iniziata ben prima del brutale e intollerabile attacco di Hamas del 7 ottobre e della conseguente guerra a Gaza. Non è l'intervento di parte di un'attivista, ma il contributo di chi svolge da anni un incarico di alto profilo istituzionale.
Libri sulla storia di Israele e Palestina
Nessuna analisi del presente può prescindere da un solido inquadramento storiografico. Abbiamo selezionato alcuni tra i titoli più significativi firmati da storici di rilievo internazionale. I loro studi permettono di abbattere miti e pregiudizi e di ricostruire i passaggi che hanno portato al conflitto tra israeliani e palestinesi.
“Perché la Palestina è perduta ma Israele non ha vinto. Storia di un conflitto (XIX-XXI secolo)” di Jean-Pierre Filiu
Jean-Pierre Filiu, uno dei più autorevoli storici del Medio Oriente rivela le radici più controverse del sionismo e le ombre della solidarietà del mondo arabo al popolo palestinese. “Perché la Palestina è perduta ma Israele non ha vinto. Storia di un conflitto (XIX-XXI secolo)” racconta una storia che pensiamo di conoscere, da un punto di vista inedito.
“Il suicidio di Israele” di Anna Foa
Anna Foa ha insegnato Storia moderna all’Università di Roma La Sapienza e si è dedicata a numerosi studi sulla storia degli ebrei in Europa e in Italia. Nel suo ultimo libro “Il suicidio di Israele”, con cui ha vinto il Premo Strega Saggistica nel 2025, ripercorre la storia del paese e sottolinea come, prima dell’attacco del 7 ottobre 2023, Israele stesse già attraversando un periodo di crisi: grandi manifestazioni chiedevano le dimissioni di Netanyahu e del suo governo. Ma la risposta al terrorismo di Hamas del 7 ottobre e la guerra di Gaza rischiano di essere un vero e proprio suicidio per Israele.
“Hamas. Dalla resistenza al regime” di Paola Caridi
“Hamas. Dalla resistenza al regime” è una ricerca storico-politica che racconta la nascita e l’evoluzione di Hamas, gli attentati suicidi, la radicalizzazione della leadership, i cambiamenti nella politica interna, fino all’attacco sanguinoso del 7 ottobre 2023. In questa nuova versione aggiornata, a 14 anni dalla prima edizione, Paola Caridi documenta cosa è successo ad Hamas, da quando Gaza è stata chiusa da tutti i lati da Israele e dall'Egitto.
Libri sulla Palestina: cronache di vita e testimonianze dai territori occupati
In questa selezione raccogliamo le voci di chi abita la Striscia di Gaza e la Cisgiordania: diari, cronache e riflessioni scritte spesso sotto la minaccia dei bombardamenti, che restituiscono la dimensione quotidiana e umana dell'occupazione, della paura e della guerra.
“Diario di un genocidio. 60 giorni sotto le bombe a Gaza” di Atef Abu-Saif
Il 5 ottobre 2023, Atef Abu-Saif parte da Ramallah, in Cisgiordania, dove vive con la famiglia, per raggiungere Gaza. Doveva essere un breve viaggio di lavoro e l'occasione per andare a trovare i familiari, che vivevano lì. Invece rimarrà intrappolato nella guerra più devastante di cui abbia memoria. “Diario di un genocidio. 60 giorni sotto le bombe a Gaza” è la cronaca limpida e feroce di una guerra senza fine. Atef Abu-Saif la racconta in presa diretta e testimonia la lotta per la sopravvivenza, nel corso di un viaggio dal nord della Striscia di Gaza fino al confine con l'Egitto, insieme al figlio quindicenne e alla suocera settantenne, malata e su una sedia a rotelle.
“Le chiavi di casa. Un diario da Gaza” di Sami Al-Ajrami e Anna Lombardi
Dopo una settimana dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e dall'inizio della guerra nella Striscia di Gaza, il giornalista palestinese Sami al-Ajrami lascia la sua casa, nel campo profughi di Jabalia, per sfollare a sud con la famiglia. Nel libro “Le chiavi di casa. Un diario da Gaza” scritto con Anna Lombardi, testimonia la sofferenza, la paura e l'impotenza di chi la guerra la documenta con coraggio per mestiere e la vive sulla propria pelle. La sua è stata l'unica voce a raccontare sulla stampa italiana il conflitto dall'interno della Striscia e in presa diretta.
“Un giorno tutti diranno di essere stati contro” di Omar El Akkad
“Un giorno tutti diranno di essere stati contro” è una potente denuncia dell'ipocrisia dell'Occidente davanti al genocidio di Gaza, del tradimento della promessa di libertà e giustizia per tutti. Omar El Akkad scrive il libro dopo la morte di migliaia di donne e bambini nella Striscia, ricostruendo la cronaca di quella promessa tradita e della fine dell'idea che le regole e i principi della democrazia occidentale servano davvero a combattere il male.
Palestina. The passenger. Per esploratori del mondo
The Passenger è una raccolta corale di storie e voci diverse: scrittori, giornalisti, esperti locali e internazionali che raccontano la Palestina da diversi punti di vista. Sono cronache della vita a Ramallah, Gaza, Gerusalemme, Jenin, Hebron e Israele e voci della diaspora. “Palestina” racconta modi diversi di vivere l’occupazione e di resisterle: quello di chi abita a un soffio dai coloni israeliani e di chi è costretto all'esilio. Rcconta anche di chi, alla firma degli Accordi di Oslo nel 1993, non era ancora nato e quindi ha conosciuto solo l'occupazione e il governo sempre più autoritario dell'Autorità nazionale palestinese e di Hamas. Un volume che ci invita a unire i puntini: «Unisci i puntini per riconoscere il mostro».
Libri su Israele: riflessioni e interrogativi sulla guerra e la speranza della pace
Lo Stato ebraico vive oggi una delle fasi più drammatiche e divisive della sua storia. Attraverso questi consigli di lettura, esploriamo le tensioni interne alla società israeliana, il peso della memoria e il coraggio di quegli intellettuali che, nonostante l'orrore del terrorismo e della guerra, non smettono di interrogarsi sulla possibilità di una convivenza futura e sulla speranza di arrivare alla pace.
“Il sentiero dei dieci. Una storia tra Israele e Gaza” di Lerner Davide
"Il sentiero dei dieci" ("Netiv Ha'asara" in lingua ebraica) racconta la storia della contadina Hila e di tre generazioni di persone che vivono in uno dei luoghi centrali dell'offensiva di Hamas del 7 ottobre: il moshav, cioè una comunità di agricoltori, più vicino in assoluto alla Striscia di Gaza. Un reportage in cui Davide Lerner indaga le ragioni degli uni e degli altri, ripercorrendo le tappe storiche che hanno stravolto le relazioni fra i residenti israeliani e i vicini palestinesi, che in un passato all'apparenza surreale si frequentavano con naturalezza.
“Israele anno dieci” di Angelo Del Boca
Dieci anni dopo la nascita dello Stato di Israele, nel 1958, Angelo Del Boca, uno dei più grandi storici del Novecento, ha poco più di trent'anni. Alle spalle ha la Seconda guerra mondiale, gli orrori della Shoah e la deportazione. In Israele, sente l'entusiasmo, la voglia di rinnovamento e di futuro - diventano i valori fondanti del nuovo Stato - ma conosce bene anche la Storia. Sa che accanto a grandi risultati possono sorgere grandi contrasti. “Israele anno dieci” è il ritratto di un paese giovane e progressista, che fin dall’inizio celava in sé contraddizioni e fragilità.
“Con gli occhi del nemico. Raccontare la pace in un paese in guerra” di David Grossman
Cosa può fare uno scrittore per aiutare il proprio paese a ritrovare la pace? David Grossman risponde con la forza del suo mestiere: narrare storie capaci di farci entrare nella pelle dell’altro, anche quando l'altro è il "nemico". Nei quattro saggi che compongono "Con gli occhi del nemico. Raccontare la pace in un paese in guerra" l’autore israeliano offre una testimonianza sul valore della letteratura, intesa come strumento prezioso per chi vive intrappolato nel labirinto del conflitto e, insieme, una amara riflessione sulla situazione israeliana.
Di questi tempi, le parole vengono spesso usate come armi e come strumento per la polarizzazione. Ecco allora che i libri restano uno dei pochi spazi in cui è ancora possibile coltivare l'empatia e l'approfondimento. Ti invitiamo a leggere i titoli che abbiamo selezionato non per trovare conferme alle tue convinzioni, ma per accettare la sfida della complessità. Qualunque sia il punto di partenza, ogni libro letto è un passo verso una comprensione che è, essa stessa, una forma di rispetto per il dolore di chi vive il conflitto in Palestina.
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