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Libri sull'Iran: i migliori titoli
Un viaggio letterario tra i migliori libri sull’Iran: i classici della poesia persiana, i romanzi contemporanei, i saggi storici e politici e i graphic novel che raccontano la società iraniana.
L’Iran è uno dei luoghi più importanti al mondo per ricchezza storica e artistica. Crocevia tra Oriente e Occidente, oggi è un paese moderno, dove il retaggio dell’antica cultura persiana è ancora forte. Segnato da turbolenze politiche e repressioni sanguinose, tra cui l’ultima, che si sta consumando proprio ora, l’Iran è un paese ancora misterioso agli occhi di noi occidentali.
Nei nostri consigli di lettura ti proponiamo una selezione di libri sull’Iran per conoscere questa meravigliosa terra, al di là degli stereotipi.
Esplorare la letteratura iraniana: un viaggio tra storia e cultura
Basta la sola parola, Persia, per richiamare alla mente il nostro passato personale e collettivo. Quello di noi bambini e ragazzi, quando, a scuola, studiavamo le guerre persiane, i conflitti tra romani e impero sasanide, lo zoroastrismo, la conquista araba. E quello di noi adulti che, ancora oggi, pensiamo all’Iran come era un tempo, con i suoi giardini incantati, i caravanserragli, le cupole color turchese che sfidano l’azzurro del cielo e i fasti monumentali dell’antica Persepoli: un immaginario potente, nutrito da venticinque secoli di storia.
Grazie alla sua posizione dominante, infatti, l’antica Persia ha influenzato per secoli innumerevoli culture e la sua poesia ha ispirato grandi autori occidentali come Goethe e Ralph Waldo Emerson.
In fondo, il legame tra Iran e Occidente è sempre stato forte, basti pensare alle radici indoeuropee della lingua persiana, così vicina alla nostra. Le somiglianze tra l'italiano madre e il persiano mādar, il latino frater, l’inglese brother e il persiano barādar ne sono un esempio. L’Iran è anche un luogo in cui la letteratura, come diceva Anna Vanzan, la principale traduttrice dal persiano all’italiano, è l’arte per eccellenza.
Il ruolo della letteratura nella società Iraniana
Il testo fondativo della letteratura persiana è lo Shâhnâmeh (Il libro dei re), composto da Firdusi tra il X e l’XI secolo: un grande poema epico che intreccia mito e storia e contribuisce alla costruzione dell’identità culturale iraniana. La letteratura persiana classica, che si è sviluppata tra XI e XIV secolo, ha influenzato profondamente gli scrittori di lingua persiana e le letterature vicine, come quella turco-ottomana, ma non solo. Per esempio, Hafez, uno dei massimi lirici persiani, tradotto in tedesco all’inizio dell’Ottocento, ispirò anche Goethe.
La letteratura contemporanea, invece, nasce nella seconda metà dell’Ottocento, in parallelo con la modernizzazione del paese. Con la Rivoluzione costituzionale (1906-1911) prende forma una scrittura impegnata, che critica il potere e dà voce alla società. Dopo la Rivoluzione del 1979 e la nascita della Repubblica islamica, molti intellettuali vengono emarginati o costretti all’esilio e la letteratura diventa spesso uno spazio di protesta e riflessione. La lunga guerra con l’Iraq (1980-1988) dà origine alla cosiddetta “Letteratura della resistenza o di guerra”, inizialmente legata a reportage e testimonianze dal fronte. Negli anni più recenti, gli scrittori iraniani si sono concentrati soprattutto sulle conseguenze interiori e sociali del conflitto e sul complesso rapporto col regime degli ayatollah.
Partiamo allora dalle origini della letteratura persiana, per arrivare ai libri che descrivono l’Iran di oggi.
I classici della letteratura persiana
L’Iran ha una solida tradizione letteraria, in cui la poesia riveste un ruolo fondamentale ed è proprio per questo che abbiamo pensato di iniziare la nostra rassegna proponendoti alcuni dei classici della poesia e della letteratura persiana del passato.
“Il verbo degli uccelli” di Farid Ad-Din Attar
“Il verbo degli uccelli” (Mantiq al-Tayr) è uno dei capolavori della poesia mistica persiana, composto tra XII e XIII secolo da Farid ad-Din ‘Attar di Nishapur, figura centrale della tradizione sufi. Il poema racconta il viaggio di uno stormo di uccelli che, guidati dall’upupa – simbolo del maestro spirituale – partono alla ricerca del loro re, il leggendario Simurgh, nascosto oltre i confini del mondo conosciuto. Dietro questa narrazione allegorica si intravede il cammino del mistico che intraprende un percorso di trasformazione interiore verso l’incontro con il divino.
“La civetta cieca - Tre gocce di sangue” di Sàdeq Hedàyat
Sàdeq Hedàyat, uno dei più grandi scrittori della letteratura persiana moderna è vissuto nel primo Novecento e viene spesso paragonato a Kafka. Il suo capolavoro è “La civetta cieca” una storia d'amore oscura e allucinata. Pubblicato in origine nel 1936 a Bombay, il libro uscì in patria solo nel 1941, perché l’autore temeva lo scandalo e la censura. Nell’edizione che ti proponiamo, trovi "La civetta cieca" insieme a "Tre gocce di sangue” una raccolta dei sette racconti più significativi di Hedàyat.
“Dovrò prepararmi a fiorire. Poetesse iraniane dal Novecento a oggi”
Forugh Farrokhzad, Bita Malakuti, Leila Kordbacheh, Parvin Salajeghe, Fereshteh Sari e Granaz Moussavi sono le sei autrici più rappresentative della poesia persiana, dal Novecento a oggi. “Dovrò prepararmi a fiorire” è una raccolta delle loro opere e la prima antologia italiana sulla poesia femminile, curata e tradotta da Faezeh Mardani e Francesco Occhetto.
La rappresentazione della donna nei libri iraniani
Il racconto della condizione femminile è uno dei pilastri della produzione letteraria dell’Iran degli ultimi decenni. Ecco una selezione di opere dedicate alle donne iraniane.
“Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi
A causa delle restrizioni del regime di Khomeini, la professoressa Azar Nafisi lascia la cattedra di letteratura all’Università di Teheran e decide di riunire segretamente a casa sua sette delle sue studentesse più brillanti. Ogni giovedì mattina le otto donne leggono e discutono i grandi classici "proibiti" della letteratura occidentale: Nabokov, Fitzgerald, Henry James e Jane Austen. Pubblicato oltre vent'anni fa e divenuto subito un caso editoriale mondiale, “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi nasce dall'esperienza vissuta dall'autrice stessa al suo rientro in Iran, nel 1979, dopo anni vissuti negli Stati Uniti. Un libro che è un atto d'amore per la letteratura e anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.
“La notte sopra Teheran” di Pegah Moshir Pour
Come si può essere felici di mettere al mondo una figlia femmina a Teheran? È la domanda che aleggia nelle prime pagine di “La notte sopra Teheran”, romanzo d’esordio di Pegah Moshir Pour. Eppure, il padre stringe la sua bambina appena nata e le promette che farà di ogni luogo del mondo una casa accogliente per lei.
Pegah nasce a Teheran nel 1990. I suoi genitori desiderano che abbia un futuro libero e felice, ma sanno che l’Iran non può offrirglielo. La famiglia decide così di trasferirsi in Italia, dove Pegah arriva a nove anni. Emigrazione, però, significa anche sradicamento: lasciare la propria lingua, le abitudini, gli affetti più cari, in particolare l’amatissima cugina Setareh. Quando di lei si perdono le tracce, Pegah sceglie di tornare in Iran per cercarla, in un viaggio che è insieme ricerca personale e confronto con le proprie origini.
Attraverso il ricordo delle difficoltà vissute nei primi anni in Italia e grazie alla figura di Setareh, l’autrice dà voce alle tante ragazze e donne iraniane che ancora oggi lottano per la libertà e per il diritto di scegliere il proprio destino.
“L'illuminazione del susino selvatico” di Shokoofeh Azar
Romanzo finalista all’International Booker Prize 2020, “L'illuminazione del susino selvatico” di Shokoofeh Azar è ambientato in Iran, nel 1979. Mentre Teheran viene travolta dalla rivoluzione, la famiglia di Bahar - una dinastia di mistici, filosofi e poeti - cerca rifugio tra i boschi millenari del Mazandaran. Ma questo non è un racconto di fuga ordinario: a narrarlo è il fantasma della piccola Bahar, rimasta uccisa nei roghi delle sommosse, che osserva i vivi con la saggezza di chi appartiene ormai a un’altra dimensione.
Romanzi tra Iran e Occidente
Esiste una letteratura che nasce sulla soglia, nello spazio tra la terra d'origine e quella d'adozione. In questa sezione esploriamo le opere di autori che, vivendo in Europa o negli Stati Uniti, hanno saputo trasformare l'esilio in una lente d'ingrandimento privilegiata. Attraverso i loro romanzi, il passato dell'Iran si mescola al presente della loro vita in Occidente.
“Disorientale” di Négar Djavadi
Kimiâ ha dieci anni quando lascia Teheran per Parigi. Da quel momento, fa di tutto per tenere a distanza il suo paese, la sua cultura, la sua famiglia. Ma i jinn, i geni delle leggende, escono dalla lampada e la trascinano in un vortice di ricordi che attraversa tre generazioni. “Disorientale” di Négar Djavadi è il racconto di un'adolescenza burrascosa e di una rivoluzione politica che ha cambiato tutto. Un libro sull'esilio e sulla libertà di essere sé stessi al di là delle etichette, tra il sorriso malandrino di una bionda bassista e l'eco mai sopita delle strade di Teheran.
“Martire!" di Kaveh Akbar
Quando ha solo pochi mesi, Cyrus Shams perde la madre, morta nel disastro aereo causato da un incrociatore americano che abbatte, per errore, l'aereo di linea iraniano sui cui viaggiava. Il padre Alì decide di trasferirsi negli Stati Uniti con Cyrus, in cerca di fortuna, ma si spegne dopo una vita di fatiche in un allevamento di polli nell'Indiana. Rimasto solo, Cyrus combatte contro i demoni della dipendenza e un’ossessione: dare un senso alla morte, affinché non sia vana come quella dei suoi genitori.
Affascinato dalla figura dei "martiri" - uomini e donne che hanno vissuto e si sono sacrificati per una causa superiore - Cyrus decide di scrivere un libro per celebrarli. Questa ricerca, però, si trasforma in un viaggio inaspettato nel passato della sua famiglia. “Martire!" è il romanzo di esordio di Kaveh Akbar, un inno alla vita e alla ricerca di un senso che ognuno può trovare in modi diversi: nella fede, nell'arte, in sé, negli altri, nell'amore.
“La casa della moschea” di Kader Abdolah
«Ho scritto questo libro per l’Europa, per scostare il velo e mostrare l’Islam come un modo di vivere... un Islam domestico e moderato». Con queste parole Kader Abdolah presenta “La casa della moschea” , la sua opera più celebre, un'epopea familiare che attraversa i decenni più turbolenti dell'Iran moderno: dallo sbarco sulla Luna alla caduta dello Scià, fino all’avvento di Khomeini e alla guerra con l’Iraq. Al centro del romanzo troviamo Aga Jan, patriarca e mercante che vive nel cuore della Persia, custode di una dimora secolare dove la vita scorre seguendo il ritmo delle antiche tradizioni, finché il vento della Storia non irrompe con violenza.
Graphic novel: storie di Iran per immagini
L’Iran ha trovato nel fumetto un mezzo espressivo potentissimo, che dà corpo a ciò che la censura vorrebbe rendere invisibile. Vere e proprie architetture narrative dove il bianco e il nero si fanno cronaca e il tratto della matita diventa un atto di resistenza. Icone pop, diaspora, rivolte sono alcuni dei temi trattati in queste opere, che dimostrano come l'unione tra parola e immagine sia, oggi, il linguaggio più immediato per raccontare la complessità dell’Iran.
“Persepolis” di Marjane Satrapi
“Persepolis” è un graphic novel e un’autobiografia, che ha cambiato il modo in cui il mondo guarda all’Iran. Marjane Satrapi ci racconta la sua evoluzione da bambina curiosa ed energica, cresciuta in una famiglia borghese e progressista di Teheran, a donna adulta in cerca del proprio posto nel mondo. Iniziata alla politica dalle storie dello zio, un militante comunista reduce dalla prigionia, Marjane vive con fastidio e ironica ribellione le costrizioni del regime. Ma quando il rigido conservatorismo si fa più serrato, i genitori decidono di mandarla a studiare in Europa…
“Nato in Iran” di Majid Bita
Nel suo graphic novel d'esordio, Majid Bita ripercorre la sua vita a Teheran tra il 1992 e il 2014, un ventennio segnato da litigi familiari, censura, speranza e l'amarezza per i movimenti di disobbedienza civile soffocati sul nascere. In “Nato in Iran”, Bita racconta l'oppressione sistematica di un regime che lo ha portato a lasciare la madrepatria per trasferirsi in Italia, un paese che ama da quando era bambino e dove attualmente vive.
“L'autobus incantato” di Majid Bita
Ventuno intellettuali, scrittori e poeti ricevono un invito per un convegno in Armenia. Sembra l'inizio di un viaggio di scambio culturale, ma tra le vette e le gole impervie delle montagne, l'autobus si trasforma in una trappola claustrofobica. Il clima opprimente e il senso di pericolo costante che Majid Bita ricrea tra le pagine di “L'autobus incantato” rendono quest'opera uno specchio della cronaca recente.
“Donna, vita, libertà. Avere vent'anni in Iran e morire per i diritti delle donne” di Farid Vahid, Jean-Pierre Perrin e Marjane Satrapi
Il 16 settembre 2022, Mahsa Amini viene uccisa dopo il pestaggio della polizia morale iraniana, colpevole di non aver indossato "correttamente" il velo. La sua morte scatena un'ondata di protesta in tutto l'Iran e la nascita di un movimento femminista senza precedenti. In “Donna, vita, libertà. Avere vent'anni in Iran e morire per i diritti delle donne“, un graphic novel corale, Marjane Satrapi, autrice di Persepolis, riunisce il politologo Farid Vahid, il reporter Jean-Pierre Perrin, lo storico Abbas Milani e alcuni dei più grandi talenti del fumetto mondiale per documentare la rivolta.
Libri di saggistica per comprendere l’Iran
Per capire l’Iran, è necessario affidarsi a chi lo studia, lo analizza e a chi vive il regime sulla propria pelle. La saggistica contemporanea ci offre gli strumenti per decodificare il complesso sistema alla base del potere degli ayatollah e le proteste sociali che attraversano il paese.
“Storia dell'Iran. 1890-2020” di S. Farian Sabahi
Descrivere l'Iran contemporaneo è come cercare di spiegare la bellezza di un tappeto partendo da un solo filo: un'impresa impossibile. Quale immagine sceglierebbe un osservatore? Forse le proteste ottocentesche per il monopolio del tabacco, dove per la prima volta clero, mercanti e donne dell'harem si unirono? O il ritorno di Khomeini a Teheran nel 1979? Oppure, l'accordo sul nucleare che avrebbe dovuto portare alla rimozione delle sanzioni contro l'Iran?
Sceglierne una sola non permetterebbe di ricostruire il quadro generale. In “Storia dell’Iran. 1890-2020” Farian Sabahi ci guida negli ultimi 130 anni di storia del paese, dalla fragile dinastia dei Cagiari fino a oggi. Il saggio attraversa i decenni dell'occupazione degli Alleati durante la Seconda guerra mondiale, le tensioni della Guerra fredda e il trauma del conflitto contro l'Iraq, arrivando fino alle sfide più recenti, come il Covid-19 e l’embargo di Trump.
“L'Iran degli ayatollah” di Pier Luigi Petrillo
L’Iran è allo stesso tempo uno dei sistemi politici più originali del mondo musulmano e un paese cerniera tra mondo arabo e mondo islamico, ma senza appartenere a nessuno dei due. Ancora oggi è l'antico impero persiano a plasmare la concezione che gli iraniani hanno del loro posto nel mondo. Nel saggio “L’Iran degli ayatollah”, Pier Luigi Petrillo ci accompagna alla scoperta dell’Iran, un paese dai tanti volti, quello del regime e quella della società civile.
“Finché non saremo liberi. Iran. La mia lotta per i diritti umani” di Shirin Ebadi
Shirin Ebadi è la prima donna musulmana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la pace. In “Finché non saremo liberi. La mia lotta per i diritti umani”, l'avvocata iraniana racconta la sua vita, segnata da una dedizione incrollabile verso i diritti delle donne e dei bambini, spesso calpestati da un regime brutale. Il governo ha tentato di spezzarla in ogni modo: intercettazioni, pedinamenti, minacce ai suoi cari e il sequestro sistematico di tutto ciò che le era caro. Ma il potere non è riuscito a intaccare il suo spirito. “Finché non saremo liberi” è il racconto di una ribellione nel nome dell’amore per il proprio popolo. Una testimonianza che ci insegna il coraggio di lottare per le nostre convinzioni.
“Più ci rinchiudono, più diventiamo forti. Voci di donne iraniane in lotta per la libertà” di Narges Mohammadi
«Sono stata giudicata colpevole per il libro che avete tra le mani». Inizia così la testimonianza di Narges Mohammadi, attivista instancabile e Premio Nobel per la pace, scritta nelle ultime ore di libertà prima di tornare, ancora una volta, dietro le sbarre. Tuttora reclusa, Mohammadi ci consegna un documento umano e politico di sconvolgente ferocia e dignità. “Più ci rinchiudono, più diventiamo forti. Voci di donne iraniane in lotta per la libertà” è un viaggio nell'abisso del carcere di Evin a Teheran, dove viene praticata sistematicamente la “tortura bianca”: una forma di isolamento totale che sottrae ogni stimolo sensoriale per annientare la psiche dei prigionieri.
L’autrice non parla solo di sé. In queste pagine raccoglie le voci di altre donne coraggiose che hanno sfidato il regime. Il titolo del libro è un manifesto: ogni tentativo di soffocare il dissenso non fa altro che alimentare una resistenza ancora più tenace. È un atto di denuncia contro le violazioni dei diritti umani e, insieme, un appello universale a non restare spettatori silenziosi di fronte alla dittatura.
“Nelle strade di Teheran” di Nila
Dalla morte di Mahsa Amini, il grido "Donna, vita, libertà" ha scosso l'Occidente, ma raramente abbiamo potuto ascoltare le voci di chi ha percorso davvero le strade di Teheran durante la protesta. Nila, testimone diretta e protagonista della resistenza, ci regala un racconto che supera in intensità qualsiasi saggio accademico. “Nelle strade di Teheran” descrive i giorni dell'entusiasmo, quando le donne hanno riscoperto una vita notturna che il regime aveva tentato di cancellare, la repressione feroce, le umiliazioni e le esecuzioni. Eppure, nonostante la violenza, la protesta delle donne iraniane non arretra. La loro forza viene da lontano, cioè, da quando, a metà Ottocento, la poetessa Tahereh "la pura", per prima osò togliersi il velo davanti ai teologi.
“Diario persiano. Viaggio sentimentale in Iran” di Anna Vanzan
Anna Vanzan, iranista, islamista e traduttrice che ha contribuito fortemente a diffondere la cultura persiana in Italia, diceva che in Iran, la letteratura è l’arte per eccellenza. Concludiamo quindi il nostro viaggio letterario con lei, che conosceva così bene la cultura e la lingua persiana e andiamo oltre l’immagine stereotipata di un paese chiuso e reazionario. In “Diario persiano. Viaggio sentimentale in Iran” scopriamo che il paese oggi è una realtà multiforme e straordinaria, inaspettatamente vicina, ma sempre sfuggente allo sguardo occidentale.
Ti è venuta voglia di approfondire?
Queste e molte altre storie sull’Iran ti aspettano tra i nostri scaffali e nella nostra libreria online.