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Premio Strega 2026: libri vincitori e la sestina finalista

Michele Mari vince il Premio Strega 2026. Ripercorriamo la storia del premio, le novità di questa edizione, i libri premiati, i finalisti e i vincitori di tutte le edizioni passate.

Per gli appassionati di letteratura, la parola  “cinquina finalista” - che quest’anno diventa una “sestina”-  fa subito pensare ai libri candidati al Premio Strega, il più prestigioso del nostro paese, giunto all’ottantesima edizione. Sono infatti 6 i titoli che si contendono questo riconoscimento. Istituito durante il secondo dopoguerra, è diventato negli anni un punto di riferimento e ha contribuito alla fama di alcuni tra i più grandi romanzi italiani del Novecento e dei primi anni Duemila. Tra gli autori dei libri che hanno vinto il Premio Strega, infatti, troviamo Ennio Flaiano, che si aggiudicò la prima edizione con “Il tempo di uccidere”, Elsa Morante con “L’isola di Arturo”, Cesare Pavese e Alberto Moravia, Natalia Ginzburg e il suo “Lessico famigliare”, Dacia Maraini, Umberto Eco e tanti altri. 

L’edizione 2026 si è conclusa nella notte dell’8 luglio, in piazza del Campidoglio a Roma, con la premiazione di “I convitati di pietra” di Michele Mari, che ha ricevuto 190 voti. La serata, condotta da Pino Strabioli e Gloria Campaner, è stata trasmessa in diretta televisiva da Rai 3 dalle ore 23.

 

Premio Strega 2026: vince “I convitati di pietra” di Michele Mari

Già vincitore della XIV edizione del Premio Strega Giovani 2026, il romanzo “I convitati di pietra” di Michele Mari si aggiudica anche il premio finale. Un romanzo corale, comico e nero che si fa gioco del tempo che passa. Davvero il destino di ciascuno di noi è già scritto? È questo che pensano gli ex alunni della III A quando, superato l'esame di maturità, siglano il «patto sciagurato» che li vincolerà fino all'ultimo giorno: un accordo nato quasi per scherzo si tramuta in una sfida senza esclusione di colpi per rimanere in vita il più possibile. Ognuno dei trenta ex alunni verserà tutti gli anni una cifra. Il meccanismo è semplice: la riffa terminerà quando saranno rimasti in vita soltanto tre compagni di classe e a quel punto i superstiti potranno godere del montepremi... 

 

Premio Strega 2026: gli altri finalisti

In questa ottantesima edizione, ad aggiudicarsi un posto nella “sestina finalista” all’interno della “dozzina finalista” - erano infatti 6 e non 5 i libri candidati al Premio Strega 2026 - troviamo, in ordine di voti: 

Gli altri titoli presenti nella dozzina finale, scelti tra 79 candidati dal Comitato, ma che non fanno parte degli ultimi 6 in gara sono i seguenti: (non in ordine di voti):

"Platone. Una storia d'amore" di Matteo Nucci

È un mattino d'estate del 415 a.C. e su un masso affacciato sul porto del Pireo siedono quattro ragazzini. Uno di loro ha dodici anni, uno sguardo febbrile e si chiama Aristocle, ma passerà alla storia col nome di Platone. "Platone. Una storia d'amore" di Matteo Nucci ripercorre per intero la vita di uno dei più grandi filosofi di sempre — dall'infanzia segnata dalla morte del padre all'incontro con Socrate, dai viaggi in Egitto e Cirene alla ricerca della giustizia e della felicità. Al centro di tutto, l'eros: l'amore sensuale e quello totalizzante, la passione sublime come motore più potente dell'animo umano. 
 

"La sonnambula" di Bianca Pitzorno

Ofelia Rossi, protagonista del romanzo "La sonnambula" di Bianca Pitzorno, è una "rinomata sonnambula" che nel suo salotto in via del Fiore Rosso, in una città della Sardegna di fine Ottocento, offre vaticini per cinque lire. Le sue clienti sono signore che covano desideri e inquietudini; lei le ascolta, simula la trance, impugna la penna d'oca e scrive il suo responso. Finché eventi che sfuggono alla sua sapiente regia non riportano il passato alla sua porta.

 

”Lo sbilico" di Alcide Pierantozzi

«Il problema era che io aspettavo i corvi, e invece arrivavano i pensieri». Alcide ha quarant'anni, prende sette pasticche al giorno, dorme ancora a volte con sua madre e vive in una cittadina dell'Abruzzo dove ogni cosa sembra da sempre uguale a sé stessa. Nelle sue quattro pagine di diagnosi: disturbo bipolare, spettro dell'autismo, dissociazione dell'io. "Lo sbilico" di Alcide Pierantozzi racconta dall'interno — con una precisione poetica e brutale insieme — cosa accade quando l'equilibrio psichico si incrina: la paranoia, la percezione che si sdoppia, il tempo fermo dell'attesa in cui arrivano i pensieri. Un libro unico, ossessivo e necessario, che dà voce al bisogno di nominare con precisione il malessere psicologico, l'alienazione e la solitudine. 

 

"Donnaregina" di Teresa Ciabatti

Una scrittrice riceve l'incarico di intervistare 'o Nasone: accusato di 182 omicidi, associazione mafiosa e rapina a mano armata. Lei che di criminalità non sa niente, che si è sempre occupata di adolescenti e gente dello spettacolo. Eppure, quando il boss inizia a parlare — degli amici morti ammazzati, delle donne incontrate e perdute, dei figli con cui non sa più comunicare — qualcosa cambia. "Donnaregina" di Teresa Ciabatti è l’incontro tra due mondi lontanissimi che diventa un viaggio tra ricordi, confessioni e rivelazioni, fino a quando la protagonista capisce di cercare, nelle strade di Napoli, non il figlio del boss, ma sua figlia che le sta sfuggendo.

 

"Vedove di Camus" di Elena Rui

Il 4 gennaio 1960, Albert Camus muore in un incidente stradale in Borgogna. Mentre il mondo resta attonito, quattro donne si ritrovano improvvisamente "vedove" dell'uomo che amavano: la moglie Francine Faure, l'attrice Catherine Sellers, la pittrice danese Mette Ivers e Maria Casarès, che Camus stesso definiva «l'Unica». "Vedove di Camus" di Elena Rui indaga con estro e rigore le vite e le voci di queste quattro figure femminili di fronte all'ineluttabilità della perdita, costruendo un discorso sull'amore che rifiuta le certezze morali per restituire la trama sottile e contraddittoria degli affetti. 

 

Il Premio Strega Giovani e altri premi

“Narrativa italiana”, “Giovani”, “Premio Strega Europeo”, “Poesia”, “Giovani Poesia”, “Saggistica” e “Saggistica Internazionale” e “Premio Strega Ragazzi e Ragazze” sono le categorie del premio, attribuite ogni anno. 
Il Premio Strega Giovani viene assegnato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni che provengono da oltre 100 scuole secondarie superiori (italiane ed estere). Quest’anno il libro più votato è, anche per il Premio Strega Giovani,  “I convitati di pietra” di Michele Mari.

 

La giornalista Leila Guerriero, con “La chiamata. Storia di una donna argentina” è la vincitrice della tredicesima edizione del Premio Strega Europeo. Insieme a lei, vince il premio anche Maria Nicola, traduttrice del libro, per l’importanza che hanno le traduzioni come strumento di dialogo culturale. Ambientato nel 1976, sotto la dittatura di Videla in Argentina, il romanzo narra la storia di Silvia Labayru, una donna rapita, torturata, ridotta in schiavitù e costretta a partorire la sua prima figlia in una stanza del centro di detenzione clandestino in cui era rinchiusa. Una volta uscita dall’inferno, Silvia pensava che tutto fosse finito. Invece, fu accusata di aver tradito e di aver collaborato con i suoi aguzzini.

 

Premio Strega: quando è nato e com’è assegnato

Sul finire degli anni Quaranta, con i ricordi della Seconda guerra mondiale ancora vividi e presenti, l’Italia aveva bisogno di guardare al futuro. Gli eventi recenti pesavano anche sulla cultura, e l’idea del Premio Strega nasce proprio dalla volontà di unirsi, di agire e di avere un orizzonte sul quale proiettare le aspettative: nel 1944, la scrittrice Maria Bellonci e Guido Alberti, proprietario della casa produttrice del liquore Strega, iniziano a riunirsi con intellettuali, artisti e chiunque desideri uno spazio franco di discussione e incontro. L’abitudine prosegue anche al termine del conflitto e porta, nel 1947, alla nascita del Premio Strega. Il gruppo, chiamato “Gli amici della Domenica”, si consolida e man mano si ingrandisce. Rappresenta, ancora oggi, la giuria che assegna questo riconoscimento. 

 

Il regolamento è rimasto quasi identico a quello originale: si tratta di un premio annuale, destinato a un libro di narrativa scritto in lingua italiana e pubblicato nella prima edizione tra l’1 marzo dell’anno precedente e il 28 febbraio dell’anno in corso. Non sono le case editrici o gli autori a segnalare i titoli, ma “Gli Amici della Domenica” li scelgono tramite una votazione che porta a una prima selezione di dodici opere, che si riducono poi a cinque finalisti. La cerimonia di assegnazione si svolge il primo giovedì del mese di luglio

 

I libri vincitori di tutte le edizioni del Premio Strega e i consigli di lettura 

Ottanta libri premiati, sessantasette scrittori e tredici scrittrici: questi i numeri del Premio Strega fino a oggi, se consideriamo soltanto il riconoscimento più importante. Esistono, infatti, anche una giuria Giovani, una per le traduzioni in italiano di autori e autrici di tutta Europa (Premio Strega Europeo) e una per il Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

Adesso, però, entriamo nel vivo e partiamo con i nostri consigli di lettura.

 

Il primo vincitore del Premio Strega: “Tempo di uccidere” di Ennio Flaiano

Tempo di uccidere” di Ennio Flaiano è il primo libro vincitore del Premio Strega, nell’edizione del 1947. È l’unico romanzo dell’autore, che vanta invece una cospicua produzione di altri testi, come diari, saggi, raccolte epistolari. Il libro è ambientato durante l’invasione italiana dell'Etiopia, alla quale partecipò lo stesso Flaiano, come sottotenente. Il romanzo mescola atmosfere surreali e oniriche alla narrazione di una violenza tanto più orribile quando, a volte, gratuita.

 

I libri che hanno vinto il Premio Strega dal 2011 in poi

Il romanzo di Paolo Cognetti Le otto montagne”, vincitore del Premio Strega 2017, ci trasporta sulle montagne, tra valli e pascoli, esplorazioni e camminate che Pietro fa con suo padre, e che lo portano, insieme all’amicizia con Bruno, a scoprire se stesso e a diventare grande. Il legame profondo con la montagna sarà alla base di tutte le sue scelte future. 

 

M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati si aggiudica lo Strega 2019, un romanzo potente che riprende fatti ed eventi storici che riguardano la vita di Benito Mussolini, costruendo una narrazione che fa luce, per la prima volta, su uno dei personaggi italiani più controversi e su un periodo oscuro della nostra storia. 
 

Il vincitore del Premio Strega 2021, è invece “Due vitedi Emanuele Trevi, racconto di due esistenze che si sono spente troppo presto, quella di Rocco Carbone e Pia Pera, entrambi scrittori e amici dell’autore. Nel 2022, invece, si è classificato primo “Spatriatidi Mario Desiati, che ha come protagonisti Claudia e Francesco, due giovani che hanno lasciato l’Italia per cercare altrove il senso della vita, delle relazioni, delle amicizie, e provare a venire a patti con loro stessi.

 

  • 2011: Edoardo Nesi, “Storia della mia gente” (Bompiani)
  • 2012: Alessandro Piperno, “Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi” (Mondadori)
  • 2013: Walter Siti, “Resistere non serve a niente” (Rizzoli)
  • 2014: Francesco Piccolo, “Il desiderio di essere come tutti” (Einaudi)
  • 2015: Nicola Lagioia, “La ferocia” (Einaudi)
  • 2016: Edoardo Albinati, “La scuola cattolica” (Rizzoli)
  • 2017: Paolo Cognetti, “Le otto montagne” (Einaudi)
  • 2018. Helena Janeczek, “La ragazza con la Leica” (Guanda)
  • 2019: Antonio Scurati, “M. Il figlio del secolo” (Bompiani)
  • 2020: Sandro Veronesi, “Il colibrì” (La Nave di Teseo)
  • 2021: Emanuele Trevi, “Due vite” (Neri Pozza)
  • 2022: Mario Desiati, "Spatriati" (Einaudi)
  • 2023: Ada D'Adamo, "Come d'aria" (Elliot)
  • 2024: Donatella Di Pietrantonio, “L’età fragile” (Einaudi)
  • 2025: Andrea Bajani, “L’anniversario” (Feltrinelli)
  • 2026: Michele Mari, “I convitati di pietra” (Einaudi)
     

I libri che hanno vinto il Premio Strega dal 2001 al 2010

Margaret Mazzantini si aggiudica il Premio Strega 2002 con “Non ti muovere”, una storia che comincia con un incidente in motorino e mette a nudo la difficoltà di amare e i segreti che Timoteo, il padre della ragazza coinvolta nell’incidente, racconta proprio alla figlia, nell’attesa che apra di nuovo gli occhi. Dal romanzo, Sergio Castellitto ha realizzato un film omonimo. 

Anche il Premio Strega 2006 è approdato sui grandi schermi, per la regia di Nanni Moretti: si tratta di “Caos Calmo” di Sandro Veronesi.La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano, vincitore nel 2008, è stato invece diretto da Saverio Costanzo. 
 

  • 2001: Domenico Starnone, “Via Gemito”
  • 2002: Margaret Mazzantini, “Non ti muovere”
  • 2003: Melania Gaia Mazzucco, “Vita”
  • 2004: Ugo Riccarelli, “Il dolore perfetto”
  • 2005: Maurizio Maggiani, “Il viaggiatore notturno”
  • 2006: Sandro Veronesi, “Caos Calmo”
  • 2007: Niccolò Ammaniti, “Come Dio comanda”
  • 2008: Paolo Giordano, “La solitudine dei numeri primi”
  • 2009: Tiziano Scarpa, “Stabat Mater”
  • 2010: Antonio Pennacchi, “Canale Mussolini”

 

Libri Premio Strega

I libri che hanno vinto il Premio Strega dal 1981 al 2000

Il 1980 segna l’uscita di uno dei romanzi italiani più conosciuti anche fuori dal nostro Paese: “Il nome della rosa” di Umberto Eco, che si aggiudica anche il Premio Strega l’anno seguente. Oltre a conquistare i lettori di tutto il mondo, il libro ha ispirato anche alcuni film, di cui il più famoso è quello con Sean Connery nei panni del protagonista Guglielmo da Baskerville, diretto da Jean-Jacques Annaud. 

 

Nel 1986 a vincere è “Rinascimento privato” di Maria Bellonci, un'opera sospesa tra romanzo e biografia, che racconta la vita di Isabella d’Este, moglie di Francesco Gonzaga e duchessa di Mantova. 

 

È ambientato nel Seicento il libro vincitore del Premio Strega 1990: “La chimera” di Sebastiano Vassalli, che ricostruisce la vicenda di Antonia, una trovatella che va a vivere con due contadini in un piccolo borgo a sud del Monte Rosa. Una ragazza dalla bellezza e dall’intelligenza che per alcuni sono frutto del demonio, e che porterà scompiglio nel piccolo abitato. 

  • 1981 Umberto Eco, “Il nome della rosa”
  • 1982 Goffredo Parise, “Sillabario n.2”
  • 1983 Mario Pomilio, “Il Natale del 1833”
  • 1984 Pietro Citati, “Tolstoj”
  • 1985 Carlo Sgorlon, “L’armata dei fiumi perduti”
  • 1986 Maria Bellonci, “Rinascimento privato
  • 1987 Stanislao Nievo,”Le isole del paradiso"
  • 1988 Gesualdo Bufalino, “Le menzogne della notte”
  • 1989 Giuseppe Pontiggia, “La grande sera”
  • 1990 Sebastiano Vassalli, “La chimera”
  • 1991 Paolo Volponi, “La strada per Roma”
  • 1992 Vincenzo Consolo, “Nottetempo, casa per casa”
  • 1993 Domenico Rea, “Ninfa plebea”
  • 1994 Giorgio Montefoschi, “La casa del padre”
  • 1995 Mariateresa Di Lascia, “Passaggio in ombra”
  • 1996 Alessandro Barbero, “Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo”
  • 1997 Claudio Magris, “Microcosmi”
  • 1998 Enzo Siciliano, “I bei momenti”
  • 1999 Dacia Maraini, “Buio”
  • 2000 Ernesto Ferrero, “N.”

I libri che hanno vinto il Premio Strega dal 1961 al 1980

  • 1961: Raffaele La Capria, “Ferito a morte”
  • 1962: Mario Tobino, “Il clandestino”
  • 1963: Natalia Ginzburg, “Lessico famigliare”
  • 1964: Giovanni Arpino, “L’ombra delle colline”
  • 1965: Paolo Volponi, “La macchina mondiale”
  • 1966: Michele Prisco, “Una spirale di nebbia”
  • 1967: Anna Maria Ortese, “Poveri e semplici”
  • 1968: Alberto Bevilacqua, “L’occhio del gatto”
  • 1969: Lalla Romano, “Le parole tra noi leggere”
  • 1970: Guido Piovene, “Le stelle fredde”
  • 1971: Raffaele Brignetti, “La spiaggia d’oro”
  • 1972: Giuseppe Dessì, “Paese d’ombre”
  • 1973: Manlio Cancogni, “Allegri, gioventù”
  • 1974: Guglielmo Petroni, “La morte del fiume”
  • 1975: Tommaso Landolfi, “A caso”
  • 1976: Fausta Cialente, “Le quattro ragazze Wieselberger”
  • 1977: Fulvio Tomizza, “La miglior vita”
  • 1978: Ferdinando Camon, “Un altare per la madre”
  • 1979: Primo Levi, “La chiave a stella”
  • 1980: Vittorio Gorresio, “La vita ingenua”

 

I libri che hanno vinto il Premio Strega fino al 1960

Tra i libri premiati fino al 1960, troviamo opere dei più grandi scrittori del Novecento italiano. Nomi come Cesare Pavese, Alberto Moravia, Elsa Morante: ad aggiudicarsi lo Strega del 1957 è proprio “L’isola di Arturo”, romanzo di esplorazione e di formazione della scrittrice romana. Due anni dopo, il premio andrà a un altro classico intramontabile, “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Un ritratto letterario della fine di un’epoca, quella borbonica, di un’isola e di una nazione intera in cui “tutto deve cambiare perché tutto resti come prima”, come afferma Tancredi nel romanzo. Seguono i titoli vincitori elencati per anno:
 

  • 1948: Vincenzo Cardarelli, “Villa Tarantola”
  • 1949: Giovanni Battista Angioletti, “La memoria”
  • 1950: Cesare Pavese, “La bella estate”
  • 1951: Corrado Alvaro, “Quasi una vita”
  • 1952: Alberto Moravia, “I racconti”
  • 1953: Massimo Bontempelli, “L’amante fedele”
  • 1954: Mario Soldati, “Le lettere da Capri”
  • 1955: Giovanni Comisso, “Un gatto attraversa la strada”
  • 1956: Giorgio Bassani, “Cinque storie ferraresi”
  • 1957: Elsa Morante, “L’isola di Arturo”
  • 1958: Dino Buzzati, “Sessanta racconti”
  • 1959: Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “Il Gattopardo”
  • 1960: Carlo Cassola, “La ragazza di Bube”

Quali titoli avevi già letto, tra quelli consigliati? C’è anche il vincitore 2026?

 

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