Per lo sciopero dei trasporti che coinvolge il corriere Gls gli ordini effettuati in questi giorni potrebbero subire un ritardo nella consegna.
Descrizione
Composti per la maggior parte fra il 1830 e il 1847, con toni che variano dal comico al tragico al grottesco, iSonetti di Belli sono un monumentale affresco della Roma papalina, anacronistico stato teocratico con al vertice il pontefice e la sua corte di prelati cinici e corrotti. Al tempo stesso rappresentano uno scavo impietoso nell'anima della plebe, vittima dei soprusi dei potenti, rassegnata o ribelle, onesta o ladra, che per dimenticare si rifugia in una religione di «smorfie» o si stordisce nei piaceri elementari del cibo, del vino, del sesso. La discesa del poeta nel cuore del popolo, considerato l'unico depositario della verità «nuda» e «sfacciata» in una società dominata dall'ipocrisia, passa attraverso l'adozione del dialetto, lingua sguaiata e roca che dà voce alla città già caput mundi, sacra e profana, sublime e stracciona. Ma la commedia romana di Belli non ha nulla in comune con il quadretto di genere di tanta letteratura dialettale: con la sua carica eversiva e il sentimento di tetra fatalità che la pervade, si dilata oltre i confini dell'urbe per divenire specchio di tutta l'umanità.