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Il capitale nei legami. La consulenza al cambiamento nelle imprese di famiglia
€ 19,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Rubbettino |
| EAN | 9788849887556 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Economia, finanza e marketing Industria |
| COLLANA / SERIE | Varia |
| LINGUA | ita |
Descrizione
La scena è quasi un rito che si ripete. Attorno a un tavolo si siedono l'imprenditrice o l'imprenditore, i figli e un consulente. Non è solo un incontro d'affari: in quello spazio condiviso entrano insieme due sistemi che raramente convivono in modo semplice: l'azienda e la famiglia. Sul tavolo ci sono numeri, certo, ma tra quei fogli si muovono anche storie, sacrifici, ricordi di generazioni, momenti di orgoglio e ferite non del tutto rimarginate. E infine la domanda che spesso cade come un silenzio nella stanza: "Dottore... a chi lasciamo l'azienda?" Non esistono ricette pronte. Ogni impresa familiare è una combinazione irripetibile di legami affettivi e responsabilità economiche, di appartenenze e ambizioni, di timori e desideri. Per accompagnare questi passaggi serve uno sguardo plurale: giuridico, economico, psicologico, finanziario e comunicativo. Non per sommare competenze, ma per tessere un dialogo capace di leggere l'interazione tra i due mondi e di restituire senso alle scelte. La consulenza, in questo orizzonte, non è un intervento tecnico esterno che sostituisce la guida dell'imprenditore, ma un'alleanza: aiuta a distinguere senza dividere, a integrare senza confondere, a dare voce a paure e speranze, così che le decisioni non siano solo reazioni, ma atti che costruiscono futuro. Questo libro vuole essere una bussola per chi, nel passaggio generazionale, non cerca soltanto di mettere ordine nei conti o di garantire la continuità formale dell'impresa. Parla a chi desidera onorare le radici senza restarne prigioniero, a chi vuole lasciare un'eredità che abbia il sapore di un progetto di vita condiviso, oltre che di un bilancio solido. Perché l'impresa di famiglia non è solo un luogo di produzione: è anche, nel bene e nel male, un pezzo di identità di chi la guida e di chi la abiterà domani.