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Siamo su un vulcano. La Russia, il romanzo, la rivoluzione
€ 17,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Donzelli |
| EAN | 9788855228138 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Critica e storia della letteratura Storia |
| COLLANA / SERIE | Saggine |
| LINGUA | ita |
Descrizione
«L'epica contadina è caratterizzata da periodiche eruzioni vulcaniche perché la temperatura del magma della sofferenza alle forme di dominio è sempre prossima al punto di esplosione». «Siamo su un vulcano», scrisse Anatolij Lunacarskij nell'ottobre del 1917 nel pieno della Rivoluzione russa. Questa metafora naturalistica ci spinge a interrogarci sulla natura di quel magma rivoluzionario e sul motivo per cui le sue diverse componenti siano arrivate contemporaneamente al punto di ebollizione esplosiva. Pensare la rivoluzione oggi, in una fase nella quale il modo di produzione dominante naturalizza sé stesso, decretando la sua immortalità, è operazione quasi impossibile. Una «frattura cognitiva» caratterizza il pensiero del nostro tempo a proposito delle grandi rivoluzioni: un'estrema difficoltà a comprendere l'universo mentale dei protagonisti di eventi epocali intrisi di passioni, di tensioni verso rotture radicali dell'esistente. Un universo mentale che è ormai estraneo alla prevalente temperie dell'eterno presente, il che favorisce un approccio per analogie politiche, per giudizi politici. Riattivare le logiche profonde del «mestiere di storico» resta allora l'unica scelta coerente per lasciare aperta la strada del possibile tanto nei processi storici quanto nella storiografia. Ed è questa la scelta operata da Paolo Favilli, che in questo libro esercita fino in fondo la criteriologia delle «distinzioni», a partire da quella tra «giudizio storico» e «giudizio politico». Si esce dal panpoliticismo storiografico anche non rimanendo dell'ambito delle fonti del dibattito teorico e politico che hanno accompagnato lo svolgersi della Rivoluzione russa. Marc Bloch ha usato la metafora dello storico che somiglia all'orco della fiaba alla ricerca di qualsiasi luogo ove vi sia carne umana. Carne e sangue della lunga Rivoluzione che Favilli ha cercato e trovato in frammenti letterari di rara potenza evocativa (da Cechov a Grossman, passando, tra gli altri, per Bulgakov, Platonov, Zoscenko), in forme capaci di farci vedere meglio all'interno del magma ribollente fuoriuscito dal vulcano, giacché, come scrive Piero Bevilacqua nella sua Prefazione: «La logica profonda della Rivoluzione, la sua verità, si afferra solo nelle pagine della letteratura, che fornisce alla ricostruzione storica quel di più di complessità, di vicinanza ai fatti, quella loro scarnificazione dalle ideologie, con cui gli storici di professione tendono a razionalizzarla e inquadrarla nella loro visione generale».