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Descrizione
Per la prima volta Graham Harman, fondatore dell'ontologia orientata agli oggetti (OOO), tratta insieme e organicamente i temi che gli stanno più a cuore. Frutto di una meditata riflessione riversatasi in altre opere, Arte e oggetti costituisce la base di una nuova estetica, improntata al formalismo, al pluralismo e al realismo. In un mondo popolato da oggetti, la cui dimensione ritratta resta inattingibile, l'osservatore viene sedotto e stupito dal loro fascino. Opponendosi alla critica di matrice relazionistica e olistica, Harman rilegge le avanguardie del Novecento e le attuali forme artistiche. Ispirandosi ai pensatori chiave del formalismo (Kant, Greenberg e Fried), Harman ne elabora una versione weird in salsa OOO, che rilancia il ruolo della bellezza e della teatralità. L'autonomia delle opere d'arte diventa così chiusura che seduce e che spinge lo spettatore a divenire oggetto reale della metafora, sostituendo la banalità del letterale e donando linfa vitale all'esperienza estetica.