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Descrizione
L'idea che l'opera d'arte sia dotata di una specifica pregnanza - di un surplus di senso rispetto a quanto si possa logicamente esprimere a parole - è uno dei cardini della concezione estetica moderna e contemporanea. Da dove deriva questa tesi? Quando si è imposta nel dibattito filosofico? Il presente studio ricostruisce la genealogia di tale concetto, focalizzandosi su due autori cruciali nel dibattito illuministico, Alexander Gottlieb Baumgarten (1714-1762), l'inventore della parola "estetica", e Immanuel Kant (1724-1804), tra i massimi pensatori di tutti i tempi. Attraverso un percorso dalla retorica antica alla logica moderna, dall'ermeneutica biblica alla psicologia, il volume tesse una fitta rete concettuale che aiuta a decifrare l'origine e la rilevanza storica di un'idea che ancora oggi modella la nostra concezione dell'arte.