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Storia di Brescia. Dalle origini ai giorni nostri
€ 18,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Biblioteca dell'Immagine |
| EAN | 9788863913873 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Storia |
| COLLANA / SERIE | Storia e storie |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Nuova edizione di Storia di Brescia rivista ed ampliata. Brescia "Leonessa d'Italia" titolo attribuito da Giosuè Carducci e Aleardo Aleardi durante le dieci giornate del 1849. Ma prima ancora Brixia si definisce "fidelis" nei confronti di quelli che pretendono di averne il possesso o conquistarla manu militari, si tratta però di una fedeltà che non è pacifica sottomissione a Milano prima, a Venezia poi e quindi all'Austria, ma che diventa rivolta e volontà di indipendenza, pagata a caro prezzo nella storia del Risorgimento italiano. Chi viene a Brescia per la prima volta rimane stupito nel trovare una città così ricca di storia e di arte. Il destino che negli ultimi duecento anni l'ha legata allo sviluppo industriale ha fatto sì che nell'immaginario collettivo Brescia fosse considerata una città di ferro, fabbriche e commerci, vocazione che risale alle sue origini: strategicamente collocata al crocevia dei commerci tra nord e sud è diventata presto città di importanza fondamentale per i Romani e, più tardi, per i Veneziani che ne facevano uno degli avamposti della Terraferma. Molte sono le tracce di questo passato importante: il sito di Brescia romana e longobarda è tra i più vasti e importanti della penisola e i palazzi e le chiese costruiti nel Rinascimento sulla falsariga di quelli di Venezia, scandiscono ancora oggi il tessuto urbano che è cresciuto inglobando il passato e reinventandolo. A metà strada tra Venezia e Milano, Brescia ha continuato per secoli ad essere punto di passaggio privilegiato, e terreno di scontro per eserciti e regnanti. Questo forse ha fatto in modo che il suo destino fosse quello di essere città contesa e di costruirsi una storia di relativa autonomia, non priva delle animosità interne che hanno caratterizzato tutti i campanili d'Italia, in barba ai poteri forti e ai signori che si sono affacciati sullo scenario della sua lunga storia.