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Quella bestiale Venere. Tiziano visto dagli scrittori anglo-americani dell'Ottocento - Librerie.coop

Quella bestiale Venere. Tiziano visto dagli scrittori anglo-americani dell'Ottocento

€ 15,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Supernova
EAN 9788868694500
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Arte
COLLANA / SERIE Storia di Venezia
LINGUA ita

Descrizione

Questo libro prende in esame le reazioni degli scrittori anglo-americani a Tiziano, un pittore che non ebbe bisogno di essere 'riscoperto' nell'Ottocento. Il saggio del capitolo I esamina le reazioni più radicali alla Venere, a incominciare da quella di Mark Twain. Nel capitolo II ci si chiede che cosa sapessero i pittori americani prima di venire in Europa e se conoscessero Tiziano. Il saggio del capitolo III offre un esempio di uno scrittore, Henry James, che fu 'deluso' da Tiziano dopo aver visto Tintoretto sulle orme di Ruskin, ed esamina la massiccia presenza di riferimenti a Tiziano nelle opere di questo grande scrittore. Il capitolo IV mette in luce la moda ottocentesca di unire vita e opera di un pittore, dandoci però immagini della casa di Tiziano e della 'terra di Tiziano', il Cadore. Segue una piccola antologia, che permetterà al lettore di vedere da solo i giudizi sul Tiziano: si comincia dalle opinioni sulla Venere d'Urbino, ossessivamente guardata, ammirata e criticata. Alla fine della prima sezione si dà la parola alla Venere. La seconda sezione dell'antologia offre i commenti generali su Tiziano, la terza quelli su opere specifiche di Tiziano, la quarta sull'importanza delle copie, e l'ultima offre esempi di scrittori che non furono mai in Europa e che citarono Tiziano. "La Venere d'Urbino nella Tribuna [degli Uffizi a Firenze] è grossolanamente oscena - è totalmente sensuale - il viso, l'espressione, l'atteggiamento - non vi è nessuna raffinatezza in nessuna parte - è solamente la Dea del Bestiale (Ferino)..." Mark Twain, Notebook 18, 1879 La Venere d'Urbino di Tiziano sembra insopportabile agli occhi degli americani Nathaniel Hawthorne e Mark Twain: hanno ragione coloro che vedono in lei una "donna nuda", una pin-up, o coloro che vedono in lei un simbolo della bellezza secondo i nuovi canoni rinascimentali?