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Descrizione
Nel panorama poetico contemporaneo degli Stati Uniti, Jane Hirshfield si distingue per la lingua intensa e imprevedibile che vibra tra senso e non senso, tra particolare e universale. Spiazzante, spregiudicata, libera dalla prosa quotidiana ma capace di rispettare le regole del gioco poetico. Autrice eminentemente lirica, Hirshfield esplora nelle proprie raccolte tutte le dimensioni dell'esistenza, soffermandosi sui momenti di scelta e di passaggio. Una poesia di crisi e di crescita, il cui obiettivo primario è «tentare di comprendere e approfondire l'esperienza trasformandola in parole». La poesia, infatti, ha il potere di (ri)nominare le cose e renderle nuove, a volte anche attraverso la giustapposizione inaudita di suoni e concetti. È lo strumento di indagine di una ricerca che ha bisogno di una pratica dolorosa e costante e di un'attitudine all'ascolto attivo, rivolto a persone, animali, oggetti e alla loro interazione. Ma la poesia è anche parte integrante del viaggio verso la crescita interiore, «un modo di conoscere e sentire se stessi e il mondo», simultaneamente attraverso il cuore, la mente, la voce e il corpo. Prefazione Loredana Foresta e Andrea Sirotti.