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Descrizione
Nel solco di un discorso già ampiamente avviato dal Magistero papale, si colloca questo libro di Piero Basilico: si tratta di un dar voce, con stile personale e assoluto rigore filosofico, all'esigenza di rifondare nel presente una concezione della conoscenza che ammetta tra ragione e fede, e quindi tra filosofia e teologia rivelata, un rapporto di reciproca apertura. Emergono così, da queste pagine, le affinità che accomunano due pensatori dell'Ottocento - Antonio Rosmini e Vincenzo Gioberti - e le risposte significative con cui, ciascuno a suo modo, intese arginare la minaccia di una fede cristiana sempre più ridotta a una forma di pensiero "superata". Lungi dal presentarne le filosofie nelle loro interne articolazioni, l'autore si sofferma in particolare sulle prove razionali addotte dai due filosofi italiani per dimostrare l'esistenza e la trascendenza di Dio. L'autore si propone di spiegare come uno dei pregi maggiori della filosofia di Rosmini e di Gioberti sia l'energica riaffermazione dell'ontologia eleatica, che ha il suo nucleo teoretico fondamentale nell'opposizione tra essere e non essere. Tale riaffermazione, coniugata con il riconoscimento dell'immediata contraddittorietà del finito, permette di fondare quel teorema della creazione, nel quale la riflessione filosofica si apre all'incontro con la teologia rivelata.