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Descrizione
Il tramonto dei giganti verso il riordine vicereale. Il volume esplora uno dei momenti più critici e affascinanti della storia del Regno di Napoli: la metà del Cinquecento, segnata dal declino dei grandi feudatari e dalla complessa transizione del potere spagnolo. Attraverso trascrizioni di documenti spesso inediti, l'opera analizza il passaggio di testimone tra il colossale Don Pedro de Toledo e il figlio Luis, luogotenente in un'epoca di incertezze e trasformazioni. Il fulcro del dramma politico è rappresentato dalla rottura definitiva tra l'aristocrazia locale e la Corona spagnola. Protagonista assoluto di questa frattura è Ferrante Sanseverino, Principe di Salerno: da pilastro della corte a esule politico, il suo tradimento scuote le fondamenta del Regno, spingendosi fino a un'inaudita alleanza con il Sultano Solimano. La sua caduta segna la fine dell'influenza dei Sanseverino, tra condanne a morte e vendette che chiudono un'era. Sullo sfondo della Guerra di Siena e dei legami con la Firenze medicea di Eleonora di Toledo, il testo tratteggia la breve ma significativa reggenza transitoria di Don Luis. Tra il prestigio dell'eredità paterna e la rinascita urbana di Pizzofalcone, emerge però anche il volto privato e decadente del potere: gli scandali della matrigna Vincenzina Spinelli, le passioni ambigue e i contrasti con l'alto clero offrono uno spaccato di "verismo giudiziario" che spoglia la storia della sua ufficialità. Supportato da un rigoroso apparato documentario - tra cui i successi di Silvio Corona, l'Historia del Castaldo e i resoconti di Bottonio e Babbi nel Teatro del Palermo - questo volume restituisce le cronache originali senza manipolazioni. Un viaggio scientifico e narrativo che colloca le vicende napoletane nel grande scacchiere europeo di Carlo V, restituendo la voce autentica ai protagonisti di un mondo in bilico tra gloria e rovina.