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Juana la Loca, oltre l'infamia. Giovanna I di Castiglia, la regina «pazza» solo d'amore - Librerie.coop

Juana la Loca, oltre l'infamia. Giovanna I di Castiglia, la regina «pazza» solo d'amore

€ 66,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE ABE
EAN 9788872976807
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Biografie
Storia
COLLANA / SERIE Le regine di Napoli
LINGUA ita

Descrizione

L'ombra del trono al di là del mito, la regina vittima della ragion di Stato erede del regno più vasto del mondo conosciuto, figlia dei re cattolici e sposa dell'uomo più ambito d'Europa, Filippo il Bello, Giovanna I di Castiglia sembrava destinata alla gloria assoluta. Invece, la Storia le ha riservato un marchio d'infamia: quello di una follia sapientemente costruita a tavolino. Questo saggio biografico di Arturo Bascetta scardina secoli di pregiudizi, ripercorrendo la tragica vicenda di una regina vittima dei suoi stessi affetti, la cui legittima ascesa al trono venne ostacolata, fin dal principio, da feroci ambizioni dinastiche e oscuri giochi di potere. Tutto ha inizio con un'unione che si trasforma presto in prigione. Filippo, arciduca d'Austria ma privo di diritti sui regni di Spagna e delle Sicilie, agognava un potere che non gli apparteneva. Le cronache svelano l'origine dei tormenti di Giovanna: non solo l'ambizione politica, ma l'umiliazione personale, come quando il consorte violò la sua intimità per compiacere i propri favoriti, scatenando in lei un'ira che la leggenda distorse in demenza. Alla morte di Filippo, il dolore si fece ossessione: Giovanna vegliava il corpo del marito nel suo ritiro, parlando al cadavere come se fosse ancora vivo, prigioniera di un sentimento che i suoi nemici usarono come prova definitiva di pazzia. Stretta in una morsa tra l'ambizione del padre, Ferdinando d'Aragona, e le mire della fazione fiamminga, Giovanna si vide tiranizzata e spogliata dei suoi Stati. Mentre Ferdinando consolidava il potere mettendo le mani su Napoli e spogliando il nipote Ferrante III - fermato dai potenti Toledo - la resistenza della regina non si spegneva. Nel 1516, tornata a governare per un triennio di lucida fermezza, Giovanna trovò persino l'appoggio di Grandi di Spagna come il Conte di Benavente, che si rifiutò di giurare fedeltà al figlio Carlo V finché lei fosse rimasta in vita. Fu proprio Carlo V, influenzato dai Toledo e dal duca d'Alba, a mettere in atto l'ultimo "scippo". Per non apparire un usurpatore agli occhi del mondo, l'imperatore impose la formula diplomatica «Joanna Regina mater, et Carolus eius primogenitus», una co-reggenza formale che nascondeva un isolamento totale e spietato. L'indagine di Bascetta, attraverso lo studio di monete, sigilli e atti notarili, restituisce dignità a una sovrana che, seppur rinchiusa, continuò a firmare documenti per esercitare la sua autorità da Barcellona a Napoli. Non una donna debole, ma una vittima della ragion di Stato. Giovanna non era la Loca; era una regina che faceva troppa paura per essere lasciata libera, onorata oggi da documenti che ne garantiscono, finalmente, la memoria sovrana. La vita di Giovanna ha smesso di essere un semplice elenco di fatti storici per diventare un racconto di passioni e tradimenti, pur mantenendo il rigore scientifico del saggio di Arturo Bascetta. Egli trasforma Giovanna da "caso clinico" a eroina tragica, offrendo al lettore la chiave per comprendere come ella abbia resistito a tre generazioni di uomini. Il testo offre un contrasto emozionale profondo: l'inserimento dell'episodio della «Vida», tratta per la prima volta in forma inedita (spagnolo-italiano) dal Castaldo, rivela la violazione dell'intimità subita da Filippo e aggiunge una dimensione umana che rende la sua successiva "ossessione" per il cadavere molto più comprensibile e meno "folle". Bascetta si conferma autore dall'autorevolezza scientifica: la menzione finale di monete e atti notarili è il "tocco del maestro" per rassicurare il lettore che questa non è un'opera di fantasia, ma una ricerca storica basata su prove tangibili. La clausola «Joanna Regina mater» è potente: restituisce un'immagine di dignità regale che rimane impressa nel chiudere l'ultima pagina di questo libro.