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Antichi maestri e moderni amatori. Mercato e collezionismo di dipinti nella Venezia austriaca (1815-1866) - Librerie.coop

Antichi maestri e moderni amatori. Mercato e collezionismo di dipinti nella Venezia austriaca (1815-1866)

€ 35,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Artemide
EAN 9788875754860
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Arte
COLLANA / SERIE Arte e cataloghi
LINGUA ita

Descrizione

Appoggiato alla console di un camino, un uomo ci osserva disinvolto, accogliendoci in una stanza drappeggiata ed elegantemente arredata. Abbigliato in modo distinto, cilindro in una mano e guanti di pelle chiara nell'altra, i suoi baffi scuri nascondono un sorriso compiaciuto, appena accennato. È Antonio Sanquirico: uno dei mercanti d'arte di maggior successo a Venezia durante il dominio dell'Impero austriaco, quasi ininterrotto dal 1815 al 1866. In questo cinquantennio, infatti, fioriscono a Venezia le prime attività antiquariali di respiro internazionale. La Serenissima è capitolata nel 1797, l'epopea napoleonica è tramontata e a poco vale la debole legislazione di tutela del patrimonio artistico varata dall'imperatore Francesco I. Preziose opere d'arte, soprattutto dipinti provenienti da antiche collezioni familiari e dal patrimonio ecclesiastico ora secolarizzato, vengono vendute e non di rado esportate oltre i confini delle province venete. I dipinti degli antichi maestri veneziani, anelati e ricercati in tutta Europa, assurgono a testimonianza tangibile, eppure così fragile, di un passato che viene studiato, indagato, non di rado idealizzato da parte di un mondo ormai moderno, in cui si rinnovano le infrastrutture e si riformano le accademie, si fondano musei pubblici e le città vengono illuminate a gas. Attingendo a una vasta mole di materiale archivistico, il volume riporta alla luce luoghi e protagonisti del mercato artistico e del collezionismo nella Venezia asburgica, restituendo chiarezza e sfumature a un periodo tanto cruciale per il patrimonio della città, quanto spesso trascurato e stereotipato. Le più importanti figure di antiquari sono studiate nel dettaglio e restituite alla storia come professionisti esperti, perfettamente integrati nelle cerchie di eruditi e accademici. Sono loro il trait d'union tra questa antica eredità artistica, materiale e ideale, e una nuova, ampia platea di moderni amatori: viaggiatori stranieri, agenti e direttori dei neonati musei europei, funzionari ed ecclesiastici asburgici residenti in città, esponenti della borghesia in ascesa come commercianti, medici, avvocati e ingegneri. Nella loro attività collezionistica, ragioni di status sociopolitico, patriottismi nostalgici, desiderio di salvaguardia e una diversa concezione del raccogliere arte - come affaire individuale e non più dinastico - si intrecciano sullo sfondo dei grandi eventi della Storia. Tutti i nostri protagonisti attraversano le contraddizioni della Restaurazione e del Risorgimento: epoche di alterne crisi socioeconomiche e aperture alla modernità, di opportunismo ed entusiasmo patriottico.