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Descrizione
Nei documenti militari tutto era stabilito: razioni, equipaggiamento, turni e collegamenti. Durante la Grande Guerra la vita del soldato in montagna risultava organizzata in ogni dettaglio. Sul fronte dell'Ortles-Cevedale, in Alta Valtellina, durante la Prima Guerra la realtà era però diversa. La permanenza in quota, anche oltre i 3000 metri, dipendeva innanzitutto da vitto, combustibile e alloggi. Quando i rifornimenti si interrompevano si arrestava anche l'attività del reparto. Teleferiche, mulattiere, depositi, soldati e animali addetti ai trasporti divennero quindi elementi essenziali al funzionamento stesso del fronte. Attraverso documenti d'archivio inediti, diari e testimonianze emergono i bisogni concreti dei soldati - alimentazione, vestiario, riposo, licenze - spesso solo parzialmente corrispondenti a quanto previsto dai regolamenti. I sogni del soldato ricostruisce così la distanza tra organizzazione teorica e condizioni effettive sul fronte alpino, mostrando la Guerra Bianca come una guerra di permanenza in quota, fondata sulla logistica quotidiana prima ancora che sul combattimento.