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Ettore Majorana dal silenzio alla nuda terra
€ 22,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Edizioni Segno |
| EAN | 9788893189422 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Biografie Scienze |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Tassello dopo tassello, verità dopo verità, il libro di Anna Maria Turi, giornalista investigativa, ricostruisce per intero la vita del fisico Ettore Majorana, scoperchiando eventi celati e soprattutto le grandi svolte esistenziali trascurate finora dall'analisi storica e dalla mancata applicazione dei metodi dell'inchiesta. La ricostruzione si conclude con l'ultima fase della vita dello "scomparso", che è spirato là dove da sempre aveva desiderato trovarsi: l'eremo del saio e del silenzio. Il libro fornisce ampia documentazione fotografica anche della sepoltura dove Ettore oggi riposa in pace. La sua vita è stata complessa e travagliata. Il "genio" speciale, il "cittadino di due mondi" che stava "coi piedi per terra e la testa alta verso il cielo", è stato oggetto di stupore, ma anche di incomprensione, invidia e inganno nel suo vagare da una terra all'altra, da un continente all'altro. Presso i fisici era circolata la voce della sua presenza in Argentina. Ma "quelli del Nobel" costruttori di bombe atomiche non fecero nulla, anzi, si cucirono la bocca: Majorana doveva restare nel limbo delle vite sospese, solo un'icona, una reliquia da non rivivificare. A suo discapito, l'aver affermato che la scienza del suo tempo si era messa su una strada sbagliata. Quest'inchiesta, tuttavia, se alza il velo sul colpevole silenzio di alcuni, riconosce i meriti di quanti, con raccolte di documenti e, in qualche caso, con viaggi transoceanici sono andati di persona nel "Nuovo mondo" a cercare notizie dello "scomparso". Il libro vuole anche essere di utilità. Termina infatti col vibrante appello rivolto a quei volenterosi disposti a cercare le ultime carte di Ettore Majorana là dove egli ha concluso i suoi giorni - e non ha potuto non mantenere la vecchia abitudine di scrivere formule sui pacchetti di sigarette e sui tovaglioli del ristorante. Infatti nella ricca biblioteca del monastero egli forse non fumò, ma la carta non gli mancava.