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Descrizione
Da sempre la filosofia riconosce l'importanza teoretica dell'amore erotico (in senso greco). Permanendo nel solco di tale tradizione, il libro propone una tesi originale: questa forma di amore, apparentemente irrazionale, è un costrutto logico-grammaticale volto a significare l'esistenza, articolandosi in un sistema di categorie e sottocategorie che sono le forme costanti e invariabili di ogni esperienza amorosa. L'indagine ne deduce quattro: modalità, relazione, qualità, potenza-temporalità. In relazione all'ultima, emerge che, se si ritiene che esista la verità eterna, allora l'amore è concepito come potenza che vince la morte; se si nega qualsiasi verità eterna, allora si aprono due possibili concezioni dell'amore: impotente, perché anch'esso destinato a passare come tutto; potentissimo, perché coincidente con il divenire come creazione assoluta. Ma anche chi pensa questo, come Giovanni Gentile, deve fare i conti con la categoria centrale della grammatica dell'amore, rilevata in questa indagine: l'appagamento allucinatorio del desiderio.