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Santissima trinità e divina proporzione. Lo studio della proporzione nell'arte come ricerca del mistero trinitario
€ 35,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Giunti Editore |
| EAN | 9791223229217 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Arte Religioni |
| COLLANA / SERIE | Grandi libri arte |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Cos'è la Divina Proporzione? Perché Luca Pacioli la riconduce a Dio e alla Santa Trinità? La possibile risposta, attraverso una lunga ricerca interdisciplinare condotta secondo criteri di verificabilità analitica, apre a un'inedita prospettiva sulle arti e sulle società ispirate ai dettati del cristianesimo trinitario. Un percorso, dai retabli pittorici sardo-catalani all'enigmatico Uomo Vitruviano di Leonardo, sino ai grandi artisti che hanno modellato la concezione dell'arte nelle società dell'umanesimo rinascimentale. illuministiche, laicistiche e contemporanee divenendo soglia, quasi insuperabile, di appagamento della conoscenza. E tuttavia, la ricerca non conosce fine. Così, l'ingannevole Homo ad Circulum e Homo ad Quadratum, nello sciogliersi degli enigmi, si rivela come un inganno di Leonardo impiegato per trascrivere le "segretissime" regole, matematico-esegetiche della Divina Proporzione raffigurabili in un Deus Trinitas dove Unus de Trinitate passus est. Deus Crucifixus di agostiniana memoria. Analogamente, le inesplorate cinque "ragioni", indicate da Pacioli, che mettevano in relazione la Divina Proporzione con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, trovano luce nell'unificante simbolo trinitario della Croce. Per la cristianità trinitaria "è nel Cristo in Croce che la Santissima Trinità può manifestarsi agli uomini, il Cristo in virtù del quale esistono tutte le cose". Lo studio documenta, nelle opere d'arte e architettoniche tra il IV e il XVIII secolo, la presenza compositiva di tre Croci: la prima riferibile al Padre, che contiene quella del Figlio, entrambe avvolte da una terza quale ombra dello Spirito Santo. Croci geometricamente costruite con linee artificiali che scompaiono una volta finita l'opera, come sosteneva Tommaso d'Aquino. La ricerca propone una teoria di carattere sistemico e a vocazione generale, volta a individuare un principio formale ricorrente all'interno di un'ampia tradizione iconografica e culturale.