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EBOOK - pdf
Aspenia 1/2026 - Ansia artificiale - Librerie.coop

Aspenia 1/2026 - Ansia artificiale

di
Protezione:   

Adobe DRM

€ 8,49
Dettagli
FORMATO pdf
EDITORE IlSole24Ore Publishing and Digital
EAN 9791254839782
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Attualità e politica
LINGUA ita
Dispositivi supportati
Computer
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iPhone/iPad
Androids
Kindle
Kobo

Descrizione

Aspenia, la rivista trimestrale di Aspen Institute Italia diretta da Marta Dassù, è in uscita con il numero "Ansia artificiale ". Tra gli autori David Inserra, Yuval Noah Harari, Luca Pappalardo, Dino Pedreschi, Luca De Biase, Masud Cader, Leonardo Quattrucci, Roberto Menotti, Maurizio Sgroi, Jonathan Aberman, Alexander van der Wusten, Giorgio Bartolomucci, Martina Ardizzi, Ran Barzilay, Martin Grassi, Carlo Ratti, Marcello Pelillo, Alex Braga, Massimo Deandreis, Alessandro Panaro, Alessandro Aresu, Vincenzo Camporini, Gioia Rau e Bryn Barnard.

L'intelligenza artificiale e il suo impatto sulla politica e sulla vita quotidiana sono oggetto – oggi e domani ancora di più – di equivoci apparentemente inevitabili ma che vanno superati. Il primo deriva dal nome unitario dato a quella che è, in realtà, una famiglia di tecnologie, ovvero un insieme stratificato di software diversi, con sviluppi e applicazioni da valutare probabilmente caso per caso. Il secondo è semantico, ma nasconde un problema psicologico serio: definire un algoritmo "intelligenza" significa attribuire a un codice un'identità vivente, seppure non biologica, innescando la tendenza quasi irresistibile degli esseri umani ad antropomorfizzare. Il terzo equivoco – forse il più sottovalutato – riguarda la neutralità: i grandi modelli linguistici non sono un'interfaccia neutrale, ma prodotti commerciali orientati da aziende con precisi modelli di business e interessi. Essere consapevoli di questo è il punto di partenza indispensabile per guardare all'IA nella giusta prospettiva.

Questo numero di Aspenia sceglie deliberatamente di concentrarsi sui rischi e sulle paure diffuse, più che sulle opportunità e sugli effetti benefici che pure esistono e sono molto rilevanti. Non si tratta di voler adottare un metodo di governance basato su divieti e sanzioni: piuttosto si intende prendere sul serio ansie e timori, a livello individuale e collettivo, perché è la condizione per poterli meglio gestire e governare. La consapevolezza – dell'utente individuale, dell'operatore professionale, delle autorità politiche – è la chiave per comprendere le innovazioni digitali: non un problema tecnico soltanto, ma soprattutto una sfida culturale che va affrontata in termini di istruzione prima ancora che di formazione. Una nuova forma di educazione civica, per formare il cittadino responsabile in una logica di co-evoluzione con la tecnologia. Esiste una sfida specifica e particolarmente difficile che riguarda, in particolare, bambini e minori che fanno largo uso di social media e chat non si rendono conto di interagire spesso - attraverso algoritmi – non solo con loro coetanei ma anche con maggiorenni celati dall’anonimato.