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Lingue, guerre e traduzioni nel Rinascimento. Questione della lingua, questioni di lingue
€ 42,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Pensa MultiMedia |
| EAN | 9791255683520 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Linguistica Critica e storia della letteratura |
| COLLANA / SERIE | Mele cotogne |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento si assiste nella penisola italiana a una svolta fondamentale nella questione della lingua determinata dall'insorgere di tre elementi: lo sviluppo esponenziale della stampa, la situazione di guerra continua e il dibattito sulla codificazione della lingua letteraria. Uno sviluppo siffatto avrebbe potuto porre precocemente a tema il legame fra traduzione e normatività del volgare: così infatti accadde nella vicina Francia, ma non in Italia. Mentre nasceva un sistema europeo delle lingue volgari nutrito dalla molteplicità infinita delle traduzioni e da una poliglossia feconda, il volgare comune delle élites si fondava in Italia sul riferimento alla lingua di «autori» (Petrarca e Boccaccio, ovviamente, secondo le regole di Bembo, ma anche altri), creando in tal modo un territorio autonomo della letterarietà che consentiva di sfuggire alla storia reale, quella delle guerre permanenti in corso dal 1494. Questo libro vorrebbe contribuire a pensare come e perché lingua, guerra e traduzione si intrecciarono per due secoli in tutta l'Europa della prima modernità.