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La guerra è una cosa da vecchi?
€ 13,50
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Castelvecchi |
| EAN | 9791256146932 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Psicologia Filosofia Psicoanalisi Antropologia Scienze |
| COLLANA / SERIE | Eliche |
| LINGUA | ita |
Descrizione
In un dialogo lucido e raffinato Charles Melman e Federico Leoni interrogano il ritorno della guerra nel cuore dell'Europa e ne mostrano il carattere non residuale ma costitutivo delle nostre democrazie. La guerra appare allora come "una cosa da vecchi" solo per chi si illude di averne preso congedo: in realtà, essa abita da sempre il campo democratico, esito precario e provvisorio di una serie di conflitti. Da qui la diagnosi si allarga all'emergere di élite non più orientate dal linguaggio ma dall'algoritmo; alla sostituzione dei leader politici con «capi-comici» reclutati tra le fila dei clown e degli uomini di spettacolo; ai popoli di oggi, catturati da «scritture vocali» e immersi in un nuovo ordine allucinatorio. Siamo ancora "figli del nome", eredi della parola che fonda il nostro legame sociale, politico, economico? O siamo ormai "figli del numero", educati da schermi fluidi e sciami diffusi? Tra critica del presente e apertura al possibile, Melman e Leoni esplorano la grande mutazione in corso: da un lato, il declino del logos e delle forme classiche della soggettività; dall'altro, l'emergere di nuovi regimi di segni. Un'indagine che costringe a riconsiderare il rapporto tra democrazia e potenza, tra linguaggio e numero, tra guerra e vita collettiva - e che lascia intravedere, più che una risposta, la trasformazione in atto del nostro stesso modo di essere soggetti.