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L'esperienza futurista - Librerie.coop

L'esperienza futurista

€ 22,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Luni Editrice
EAN 9791257490102
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Arte
Letteratura
COLLANA / SERIE Il sogno di Gutenberg
LINGUA ita

Descrizione

L'esperienza futurista raccoglie una delle stagioni più incandescenti dell'opera e della vita di Giovanni Papini: quella dell'urto con la modernità, della rivolta contro l'accademia, del gusto per la provocazione come gesto intellettuale e morale. In queste pagine il futurismo non appare come una semplice etichetta d'avanguardia, ma come un laboratorio di energie, una sfida lanciata alla cultura italiana, un tentativo radicale di spezzare abitudini, gerarchie e linguaggi esausti. Papini fu tra i protagonisti più inquieti e originali di quel clima. Il suo rapporto con il futurismo non fu mai passivo né puramente militante: fu invece un'adesione polemica, febbrile, personale, vissuta come occasione di combattimento e di reinvenzione. Per questo il volume permette di cogliere non solo il movimento nella sua dimensione storica, ma anche il travaglio di uno scrittore che fece dell'insofferenza una forma di conoscenza e dell'eccesso una disciplina dello spirito. Lontano da ogni immagine scolastica del futurismo, L'esperienza futurista restituisce il tono vivo di un'epoca in cui arte, letteratura e polemica pubblica coincidevano con una presa di posizione totale sull'esistenza. Ne emerge un Papini incendiario, ironico, aggressivo, spesso spiazzante, ma sempre capace di trasformare la scrittura in un campo di forze. Il lettore incontra così testi che non chiedono consenso, ma attenzione; non cercano equilibrio, ma intensità: ne risulta un libro "in presa diretta": non un trattato, ma un documento in movimento, composto di discorsi, invettive, bilanci, slanci e improvvisi ripensamenti. Per questo L'esperienza futurista è, in ultima analisi, la storia fedele di un equivoco che non si risolve, ma che produce consapevolezza critica. È anche uno dei primi documenti di un ribellismo borghese che, nel momento stesso in cui proclama la rivoluzione, intravede come esito possibile il ripristino dell'ordine. Papini non accetta fino in fondo il nulla come condizione dell'arte moderna, ma i suoi sospetti verso la "naturalizzazione" dell'arte e verso l'avanguardia che diventa formula restano, per il lettore di oggi, la parte più viva e profetica del libro, di queste pagine, tese, combattive e necessarie.