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Ai confini del vento
€ 19,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Mondadori |
| EAN | 9788804816393 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Letteratura |
| COLLANA / SERIE | Omnibus |
| LINGUA | ita |
Descrizione
La promessa di un regalo alla piccola Lea, un bacio frettoloso a Luigi: così Ines lascia Parigi, senza immaginare che quel viaggio in treno la porterà molto più lontano di quanto pensa. La valigia che ha con sé nasconde nel doppiofondo il peso della sua condanna: quando viene aperta dagli agenti di frontiera, inizia a soffiare contro Ines un vento impetuoso, destinato a trascinarla da un carcere all'altro fino al confine del mondo, a Ponza. Sull'isola è il mare a segnare il perimetro della prigionia, un mare che non si può attraversare e che al tempo stesso misura la profondità dell'orizzonte, mentre l'isola vive secondo le sue regole. O meglio, i suoi divieti: niente radio, niente macchina fotografica, niente libri censurati, niente riunioni, processioni, uscite dopo il coprifuoco. Le lettere che Ines scambia con Luigi sono l'unica cosa capace di tenerla ancorata a un mondo lontano, dove lentamente il ricordo di sua figlia perde contorni e sostanza. Resta solo lo strazio della nostalgia. Il tempo a Ponza è scandito dalle stagioni che sembrano eterne, mentre la terra arida è percorsa da piedi maschili. Sono poche le donne confinate, si contano sulle dita di una mano. Se la mano si chiude, però, diventa un pugno capace di fare miracoli, di intessere una rete tanto solida da sostenere chiunque perda l'equilibrio. Anche Ines e Carla, la sorella minore che ha subìto la stessa condanna, entrano a far parte di quella rete, in cui ognuna ha il proprio ruolo senza bisogno di dirselo. L'amicizia che nasce è speciale: quelle donne non si sono scelte, sono capitate, proprio come succede con le sorelle. E allo stesso modo si sono accettate nonostante tutto. Mentre sorreggono il fardello dei giorni, le donne confinate a Ponza parlano di ribellione, e la Resistenza si fa quotidiana: è resistenza alla fame, al freddo, alle umiliazioni dei militi e, soprattutto, alla solitudine. È trovare un linguaggio segreto per comunicare con l'esterno, e avere il coraggio di fidarsi dei propri compagni di confino e di rimanere in silenzio di fronte all'appello. Con una lingua calda, misurata, intensa, Nina Quarenghi tratteggia un affresco corale capace di far emozionare e sentire sulla pelle quegli ideali che ancora oggi ci tengono in vita. E rende urgente la domanda: a cosa saremmo disposti a rinunciare per non tradirli?