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La fine del neoliberismo. Il ritorno della politica e l'occasione europea
€ 18,50
Dettagli
| FORMATO | Rilegato |
| EDITORE | Mondadori |
| EAN | 9788804818502 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Economia, finanza e marketing Economia Attualità e politica |
| COLLANA / SERIE | Orizzonti |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Il presidente repubblicano degli Stati Uniti compra il dieci per cento di Intel e se ne vanta; il cancelliere tedesco della CDU cambia la Costituzione per portare avanti un grande piano di spesa; Poste Italiane acquisisce Telecom trent'anni dopo la più grande privatizzazione della Seconda Repubblica. Sono episodi che raccontano una storia: lo Stato è tornato al centro dell'economia. Le crisi, la concorrenza tecnologica della Cina, la guerra, la transizione green, l'interdipendenza economica usata come arma strategica sono tutte concause con un effetto: la politica attribuisce premi e punizioni, dazi o sussidi. Donald Trump nel 2025 ha trasformato lo scenario internazionale, rendendo visibile a tutti un cambiamento cominciato da tempo con strumenti inaugurati da altri. In questo libro Marco Simoni, direttore dell'Istituto Affari Internazionali, racconta i mutamenti in atto alternando analisi politiche ed economiche a racconti personali legati ai ruoli che ha ricoperto. Fra strategie industriali, tecnologie avanzate, sovranità economica e nuove forme di competizione tra potenze, dopo decenni la politica torna a orientare l'economia. Il neoliberismo e il suo approccio laissez-faire hanno ceduto il passo al ritorno dell'intervento statale, che lascia l'Unione europea - spesso incapace di prendere decisioni collettive - in una posizione vulnerabile. Eppure il contesto interventista offre all'Europa, e dunque all'Italia, opportunità insperate, a condizione che smetta di reagire soltanto sotto la spinta dell'emergenza e della paura, e si chieda quale strada voglia prendere. È proprio il coraggio delle scelte a mancare al nostro continente ormai da una generazione. Un coraggio che va riscoperto per costruire una superpotenza gentile tra USA e Cina e usare la scala continentale per fare ciò che i singoli paesi non possono più. Puntando sulla qualità e sulla forza della democrazia europea, che è insieme un patrimonio da difendere e un capitale unico al mondo da usare.