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Descrizione
Che cosa resta, oggi, della Rivoluzione francese? Di quell'evento lontano che ha incendiato l'Europa, fondato la modernità e messo al mondo - tra ideali e orrori - la democrazia in cui ancora viviamo? "Ottantanove" attraversa questo mito fondativo come un archivio in fiamme: lo interroga, lo smonta, ne raccoglie le macerie e le scintille. Fino a incrociare quelle rivoluzioni che sembravano aprire momenti di speranza, ma spesso finite malamente: il Quarantotto, la Comune, la Rivoluzione d'Ottobre e quella cinese, il Sessantotto, la caduta del Muro di Berlino nel 1989. Con la loro scrittura affilata e spietatamente ironica, attraverso l'utilizzo di un'infinità di materiali culturali, che intrecciano autobiografia, filosofia, storia, cultura pop, musica, televisione, iconografie rivoluzionarie e derive contemporanee, Elvira Frosini e Daniele Timpano mettono in cortocircuito la Rivoluzione del 1789 e l'idea stessa di rivoluzione: quella politica, quella culturale, quella immaginaria. "Ottantanove" è un viaggio teatrale dentro la crisi del presente e insieme un gesto di rilancio: la ricapitolazione di un pensiero politico e un salto nel futuro. Un'opera che mette in scena il rapporto - fragile, conflittuale, necessario - con l'eredità rivoluzionaria: dai materiali della Storia ai fantasmi della cultura, dalle rivoluzioni mancate ai resti di ciò che potrebbe ancora ardere. "Ottantanove" ha vinto il premio «Franco Quadri» al 55° Premio Riccione per il Teatro e due Premi Ubu, come Miglior drammaturgia italiana e Miglior attore a Marco Cavalcoli.