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Per un mondo migliore. Colloqui con Stefan Müller-Doohm e Roman Yos
€ 20,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Feltrinelli |
| TRADUTTORI | M. De Pascale |
| EAN | 9788807175879 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Filosofia Biografie |
| COLLANA / SERIE | Scintille |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Che cosa significa dedicare un'intera vita alla filosofia? E quale ruolo può ancora avere il pensiero critico nelle società contemporanee? In questo suo ultimo libro Jürgen Habermas torna sui momenti decisivi della propria formazione e ripercorre,in forma di dialogo, le tappe di un itinerario intellettualeche attraversa oltre mezzo secolo di storia europea. Conversando con Stefan Müller-Doohm e Roman Yos, due tra i suoi più attenti biografi, Habermas racconta la propria giovinezza nella Germania del dopoguerra, gli anni all'Istituto per la ricerca sociale di Francoforte accanto a Adorno e Horkheimer, il confronto con latradizione filosofica incarnata da Gadamer a Heidelberg.Da questi incontri e da queste esperienze è nata una riflessione destinata a incidere profondamente sul pensiero contemporaneo con la teoria dell'agire comunicativo, la difesa della ragione pubblica, l'idea che la democrazia viva nel confronto argomentato tra cittadini liberi e uguali. Il dialogo offre anche l'occasione per tornare sui nodi teorici centrali dell'opera di Habermas: la critica del positivismo e della razionalità puramente strumentale, il rapporto tra linguaggio e società, il progetto di una filosofia post-metafisica capace di misurarsi con la modernità, fino ai temi di più urgente attualità quali la crisi delle democrazie liberali, i conflitti geopolitici e il destino dell'Europa. Ne emerge una sorta di autobiografia filosofica, nella quale l'ultimo dei grandi pensatori contemporanei riflette sul destino e sul ruolo, ancora necessario, della filosofia nello spazio pubblico. "Considero l'impegno a rendere il mondo anche solo un po' migliore, o almeno a contribuire a fermare la minaccia di regressione sempre incombente, una motivazione tutt'altro che disprezzabile." Postfazione di Luca Corchia.