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Una nuova Belle Époque. Il legame tra stabilità economica e sociale e la sua progressiva rottura nel XXI secolo - Librerie.coop

Una nuova Belle Époque. Il legame tra stabilità economica e sociale e la sua progressiva rottura nel XXI secolo

€ 24,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Egea
EAN 9788823848306
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Economia, finanza e marketing
Attualità e politica
Storia
COLLANA / SERIE Studi & ricerche
LINGUA ita

Descrizione

A pochi lustri dall'inizio del XXI secolo l'Europa appare attraversata da una crescente polarizzazione e da una diffusa percezione di declino. Tra le cause di questi fenomeni vi è la progressiva rottura del legame tra stabilità economica e stabilità sociale. Fino agli inizi degli anni Duemila le società occidentali si erano rette infatti su una promessa implicita: che libertà individuale, merito e autorealizzazione fossero accessibili a tutti, sostenuti da una crescita economica destinata a diffondersi. Dopo la crisi del 2008 tale promessa ha però perso credibilità. La crescente flessibilità contrattuale e la stagnazione salariale non solo hanno inciso sulle condizioni materiali di vita delle persone, ma hanno messo in discussione la loro stessa possibilità di autorealizzazione, mostrando come la libertà si faccia vuota in assenza di mezzi materiali e orientando parte della società verso riferimenti più tradizionali. Il libro ricostruisce le principali fasi storiche di questo rapporto. Nelle analisi di Polanyi e Schumpeter - di inizio Novecento - le esigenze di efficienza del sistema economico erano destinate a entrare in collisione con quelle della stabilità sociale, rendendo inevitabili esiti di crisi. Nel dopoguerra, tuttavia, questa tesi sembrò smentita, con una crescita economica che sosteneva una società più stabile, con alta occupazione, contratti a tempo indeterminato e pensioni garantite, in un contesto sociologico segnato da valori tradizionali e riferimenti condivisi. L'equilibrio entrò in crisi negli anni Settanta, sotto una duplice pressione: da un lato le crisi energetiche e della politica economica keynesiana; dall'altro i cambiamenti sociologici avviati dalle rivolte del '68, con il passaggio verso una società più pluralista e individualista. Da questa trasformazione emerse un modello più flessibile e globalizzato, fondato sull'attesa che la crescita economica avrebbe fornito agli individui i mezzi per auto realizzarsi. È questo mutato paradigma a entrare in crisi dopo il 2008, riaprendo la tensione tra stabilità economica e sociale e dando luogo sia a un ritorno verso riferimenti più tradizionali, sia a una crescente fragilità economica, alla base della spirale di polarizzazione contemporanea.