Per gli acquisti online: spese di spedizione gratuite da 25€ - Per i soci Coop o con tessera fedeltà Librerie.coop gratuite a partire da 19€.
Descrizione
Questa edizione del Manuale, pensato sia per lo studente universitario, sia per chi, dopo la laurea, prepara concorsi ed esami, è aggiornata alle molte, rilevantissime novità che da giugno 2025 hanno interessato la parte generale del diritto penale: riforme legislative, pronunce della Corte costituzionale, della Corte di cassazione e delle corti sovranazionali. Tra le novità legislative spicca il 'decreto sicurezza' 2026 (d.l. n. 23/2026, conv. nella l. n. 54/2026), che, oltre ad incrementare il numero dei reati e ad inasprire il trattamento sanzionatorio di reati preesistenti, ha ridefinito in senso restrittivo la figura dello spaccio di lieve entità ex art. 73 co. 5 T.u.stup., ha esteso alla polizia penitenziaria l'applicabilità della disciplina delle operazioni sotto copertura e ha escluso l'iscrizione nel registro delle notizie di reato «quando appare evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione» (art. 335 co. 1 bis c.p.p.). Un contributo particolarmente rilevante all'evoluzione della normativa penale è venuto nell'ultimo anno dalla Corte costituzionale: più di venti sono le pronunce delle quali abbiamo dato conto in questa edizione del Manuale. Numerose sono state le pronunce della Corte relative al sistema sanzionatorio o ad istituti ad esso correlati: tra le più recenti, la n. 54 del 2026 sulla conversione della pena pecuniaria inseguita e la n. 72 del 2026 in tema di deroghe al giudizio di bilanciamento delle circostanze del reato. Quanto alla giurisprudenza della Corte di cassazione, si segnalano, tra le altre, due pronunce delle Sezioni Unite, relative l'una alla configurabilità del delitto di epidemia colposa anche in forma omissiva, l'altra alla giustizia riparativa. Quanto alla giurisprudenza sovranazionale, abbiamo dato conto, tra l'altro, di una sentenza sulla natura ripristinatoria della confisca di prevenzione e sull'esigenza di proporzione rispetto al sacrificio del diritto di proprietà (sent. 25 settembre 2025, Isaia c. Italia) e di una sentenza nella quale si è escluso che violi l'art. 7 CEDU l'applicazione dell'art. 416 bis c.p. alle c.d. nuove mafie: questa interpretazione, pur adottata dalla Corte di cassazione dopo la commissione dei fatti, è stata ritenuta ragionevolmente prevedibile (sent. 2 ottobre 2025, Casamonica c. Italia).