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Descrizione
Quando una regola elaborata dai giudici smette di essere una guida per il caso concreto e finisce per comportarsi come una norma? È da questa domanda, decisiva per l'equilibrio tra fisco e contribuente, che muove il volume. L'indagine ricostruisce origine, natura e limiti delle presunzioni giurisprudenziali nel processo tributario, distinguendole dalle presunzioni semplici e legali e mostrando come possano trasformarsi, attraverso la forza del precedente, in automatismi capaci di incidere sull'onere della prova. Il fenomeno è esaminato anche nelle sue componenti meno visibili: retorica argomentativa, bias cognitivi, conformismo decisionale e rischi connessi all'impiego dell'intelligenza artificiale. Una tassonomia in quattro categorie consente di misurarne la diversa gravità, mentre il confronto con altri ordinamenti e con il diritto dell'Unione europea ne mette alla prova la tenuta. Al centro sono la riforma dell'onere della prova del 2022 e i principi costituzionali di legalità, difesa, capacità contributiva e giusto processo. La presunzione di distribuzione degli utili nelle società a ristretta base partecipativa diventa infine il banco di prova concreto dell'intera ricostruzione, fino alla sua recente positivizzazione legislativa. Un'analisi critica e attuale sul confine, sempre delicato, tra interpretare la legge e crearla.