Per gli acquisti online: spese di spedizione gratuite da 25€ - Per i soci Coop o con tessera fedeltà Librerie.coop gratuite a partire da 19€.
Descrizione
In francese récupérer è un verbo transitivo: si recuperano le chiavi dimenticate sul tavolo. Ma si dice anche che dopo uno sforzo prolungato il corpo ha bisogno di recuperare. Il titolo di questo libro assume fino in fondo l'ambiguità: è il sonno a essere recuperato, o è il sonno a recuperare? Cinque sezioni di versi seguono il passaggio dalla veglia al sonno. Il materiale è il brusio del giorno che riaffiora quando la stanchezza allenta la presa della coscienza; il corpo che le attraversa è un corpo interno e parziale, fatto di orecchio interno, orifizi, ossa cave, organi che vanno per conto loro. E la lingua, volontariamente affaticata, si sottrae all'obbligo di significare in modo univoco. Come scrive Hervé Laurent nell'introduzione, «una lingua affaticata è una lingua un po' meno direttamente governata dall'imperativo di significare in maniera univoca». Nessuna poesia si chiude con un punto, così che ogni testo resti interrotto e non concluso, in attesa di un seguito che può arrivare due pagine dopo o quaranta pagine prima. Le parentesi, fittissime, a volte doppie o triple, scavano il verso e ne rivelano la stratificazione: nell'edizione francese la copertina ne suggeriva l'affinità con le palpebre. Nella postfazione Laura Giuliberti riconduce questo procedere alle Discrete Series di George Oppen: ogni verso è tratto empiricamente dal precedente, senza regola esterna che dica se un enunciato spieghi o contraddica quello che lo precede. Non associazione libera surrealista, ma montaggio, con criteri interni. Ne risulta una vera e propria fenomenologia della notte, e un libro che il lettore è costretto a recuperare in continuazione: leggere, qui, significa tornare su ciò che si è già letto solo in parte.