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Descrizione
La nuova raccolta di Marco Molinari si configura come un polittico in quattro parti, accomunate da una fedeltà alla parola che sembra svincolarsi definitivamente da ogni retaggio orfico, orientandosi verso un dettato chiaro e lineare che tuttavia non disdegna esiti più complessi e articolati. La sezione inaugurale che dà il titolo al libro, Stiamo raccogliendo le briciole, è emblematica in tal senso, accogliendo un'intensa galleria di ritratti di persone anziane (o problematiche) frequentate durante il lavoro svolto per decenni in un ospizio. Leggere questi cammei, vergati attraverso un linguaggio semplice e immediato, di rara potenza espressiva, è come sfogliare con discrezione un album fotografico d'altri tempi. Si sottraggono così all'oblio i profili di Gorizia D., legata a un'insolita attività circense, o di Margherita L. che «lascia due perle sul comodino», quasi a rimarcare che «non c'è altra eleganza in questa stanza». Esercizi per il bacio alla francese prende abbrivio dall'indimenticabile figura di Antoine Doinel, alter ego di François Truffaut, al fine di approntare un singolare compendio di fatidiche «occasioni». Dopo i versi civili di Res publica, ispirati a un brano di Tucidide, la raccolta si chiude, svelando il proprio moto circolare, con la sezione Il mio nome non vi dirà niente che sembra riallacciarsi a quella inaugurale: ai dimenticati, ai déracinés, partiti senza il conforto di un bacio, una carezza, un moto di addio, la poesia restituisce l'originaria dignità, ravvisandola laddove ancora «si ricordano di noi». (p.d.p.)