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Descrizione
Il senso che la cultura occidentale conferisce al tempo è determinato dal senso che essa attribuisce al divenire. Proprio in relazione alla fedeltà a quest'ultimo, Nietzsche e Gentile rappresentano due delle massime espressioni della filosofia contemporanea. Apparentemente molto distanti tra loro, essi rivelano invece, appunto per questa fedeltà, una essenziale vicinanza. Questo saggio, apparso per la prima volta nel 2005 e qui riedito, si propone di presentare tale vicinanza in tutta la sua portata. Così facendo, dimostra che la coerenza estrema al senso occidentale del divenire come passaggio dall'essere al nulla porta paradossalmente Nietzsche e Gentile a pensare due andamenti opposti del tempo (l'eterno ritorno dell'uguale l'uno, l'eterna modificazione dello stesso l'altro) e lascia pertanto emergere l'intrinseca contraddittorietà della stessa nozione di divenire su cui essi si basano. «Un risultato, questo, che è di per se stesso notevole e si presenta attraverso una articolazione concettuale energica e suggestiva » (Emanuele Severino, dalla Prefazione alla prima edizione).