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La spiritualità della Resistenza. Dalla religione alla religiosità, dalla politica al buon senso - Librerie.coop

La spiritualità della Resistenza. Dalla religione alla religiosità, dalla politica al buon senso

€ 20,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Tra le righe libri
EAN 9788832875126
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Religioni
Storia
LINGUA ita

Descrizione

La Resistenza non è stata soltanto un evento politico o militare. È stata, prima ancora, un'esperienza interiore. Per questo dietro ogni scelta resistenziale - armata o disarmata - emerge un intreccio di fedeltà ai valori, sofferenza morale e responsabilità personale che non può essere ridotto alla cronaca dei fatti. Comprendere la Resistenza significa entrare nella "storia emozionale" dei suoi protagonisti, là dove fede, politica e vita si incontrano. Da Dietrich Bonhoeffer ad Aldo Gastaldi "Bisagno", il libro mostra come la spiritualità resistenziale non coincida con la religione istituzionale, ma con una religiosità incarnata, capace di attraversare il dolore del mondo e di trasformarsi in azione. Una fede che non consola soltanto, ma sceglie; che non resta innocente, ma si espone al rischio, alla colpa, alla responsabilità storica. La Resistenza appare così come il luogo in cui nasce un'etica "mondana": una moralità che non deriva da principi astratti, ma dal contatto vivo con la realtà, dalla necessità di agire dentro la paura, la violenza, l'ingiustizia. Non obbedienza, ma consapevolezza. Non appartenenza cieca, ma libertà di giudizio. Accanto a questa dimensione, il saggio restituisce il ruolo decisivo delle donne, la forza educativa della lotta partigiana e la nascita di un nuovo "buon senso" capace di spezzare il conformismo del regime e restituire alla politica il suo significato più umano. Senza rimuoverne le ambiguità e i conflitti, La spiritualità della Resistenza custodisce una convinzione essenziale: anche nel tempo della disumanizzazione, l'essere umano può scegliere il bene. Può non voltarsi dall'altra parte. Per questo la Resistenza non appartiene solo al passato, ma è una domanda che continua a interrogarci: che cosa facciamo, oggi, davanti all'ingiustizia?