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Il questore Scaminaci e l'agente di P.S. Baratta. Artefici con il Prefetto Rocchi del salvataggio degli ebrei a Perugia (1943-1944) - Librerie.coop

Il questore Scaminaci e l'agente di P.S. Baratta. Artefici con il Prefetto Rocchi del salvataggio degli ebrei a Perugia (1943-1944)

€ 18,00
Dettagli
FORMATO Rilegato
EDITORE Futura Libri
EAN 9788833783260
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Scienze sociali
Storia
LINGUA ita

Descrizione

Come molti altri eventi del passato, anche la liberazione, nel giugno del 1944, degli ebrei "nascosti" dal Capo della Provincia di Perugia nel castello di Isola Maggiore sul lago Trasimeno è stata, nel corso dei decenni, raccontata in vari modi e con differenti finalità, non diversamente, tanto per rimanere nell'area lacustre, dalla strage compiuta alcuni giorni prima a Montebuono di Magione dai tedeschi in ritirata verso il nord Italia. Significativo a riguardo il fatto che nel dopoguerra almeno tre differenti formazioni partigiane rivendicarono il merito della liberazione degli ebrei alloggiati a Villa Guglielmi. Poiché il ruolo svolto nella vicenda, oltre che dal parroco dell'isola don Ottavio Posta e, prima di questo, dal Prefetto Armando Rocchi, dal Questore Baldassarre Scaminaci e dall'Agente della P. S. Giuseppe Baratta è stato a lungo misconosciuto, l'autore ha cercato sulla base della documentazione d'archivio di ristabilire la verità, o almeno di avvicinarvisi, nella consapevolezza che, pur essendo stati chiariti certi aspetti di questa storia, molti altri permangono, e forse permarranno sempre, per l'assenza di ulteriore documentazione scritta, occultata, sottratta agli archivi o distrutta da chi voleva, finita la guerra, nascondere qualche cosa di quantomeno imbarazzante. Questo studio è un estratto da "I Poliziotti italiani che soccorsero gli Ebrei", uno dei volumi dell'opera collettanea intitolata "Fecero la scelta giusta", pubblicata all'inizio del 2025 dal Ministero dell'Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con la presentazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.