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Memorie sotterranee. Spazi e immagini medievali nel complesso di Santa Lucia a Siracusa - Librerie.coop

Memorie sotterranee. Spazi e immagini medievali nel complesso di Santa Lucia a Siracusa

€ 37,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Franco Angeli
EAN 9788835194903
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Arte
Architettura e urbanistica
COLLANA / SERIE Culture artistiche del Medioevo
LINGUA ita

Descrizione

«Nello stesso luogo ove rese lo spirito, le fu edificato un tempio». Martirio di Santa Lucia, BHG 995 (trad. G. Rossi Taibbi) «Dopo attento esame e lunga meditazione, mi sono formata la convinzione che questo complesso di pitture salvato attraverso fortunate circostanze, ed ora riesumato in condizioni non meno strane, sia veramente insigne, trattandosi di pitture genuinamente bizantine [...]. Se tale mia opinione non risulterà infondata, ognuno che si occupi della pittura in Sicilia ne comprenderà l'altissimo valore, non possedendo noi fino ad oggi un solo affresco, databile con certezza dai lunghi secoli della dominazione bizantina». Paolo Orsi, Oratorio trogloditico con pitture bizantine a S. Lucia di Siracusa, in «Dissertazioni della Pontificia Accademia Romana di Archeologia» Gli edifici concentrati nell'attuale piazza Santa Lucia a Siracusa ricompongono un organismo cultuale polarizzato attorno alla memoria della martire, segno del luogo santo. La densità sacrale che ha plasmato nel tempo i luoghi di Lucia si lega infatti alla presenza percepita del corpo della martire indipendentemente dall'esistenza della sua traccia fisica. Attraverso un'analisi integrata delle evidenze materiali e delle fonti documentarie ed erudite, il volume propone una lettura organica del complesso monumentale, concentrandosi sulle tracce medievali della chiesa di Santa Lucia, sugli oratori ricavati in età bizantina nella sottostante catacomba e sui relativi apparati pittorici, riesaminati alla luce dei contemporanei eventi geopolitici mediterranei. All'interno di questa trama di racconto, il culto della martire costituisce il perno di una "geografia sacra" che riscrive la percezione stessa del paesaggio e dello spazio ipogeico ed epigeico, lungo un secolare palinsesto storico che dalle primitive fasi di frequentazione cristiana dell'antico quartiere greco di Akradina accede alle forme immutate e attuali della devozione. Il sottosuolo rappresenta, in questa prospettiva, il contesto in cui si esercita il processo euristico di discesa e risalita, raccolta e interpretazione dei dati, nonché il luogo in cui la memoria si genera, si tramanda e si proietta oltre il visibile, nella dimensione extrastorica dell'immaginario collettivo.