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L'algoritmo AI che cambierà il mondo? L'AI tra tecno-ibridazione di lavoro-capacità, competenze condivise, funzioni predittive e regolatorie e di Agency. Note di policy tra tecnica, contaminazione di saperi ed algoretica
€ 37,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | McGraw-Hill Education |
| EAN | 9788838622953 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Informatica Economia |
| COLLANA / SERIE | Economia e discipline aziendali |
| LINGUA | ita |
Descrizione
L'AI è una grande sfida presente e futura nei mondi digitali perché è non solo una "rivoluzione tecnologica" come altre nella storia dell'uomo che hanno prodotto protesi dell'intelligenza naturale, ma è anche una rivoluzione "antropologico-sociale" per i forti connotati linguistici e comunicativo-relazionali. Una leva mutante del nostro modo di lavorare e consumare ma anche di pensare, di agire e decidere automatizzando molte nostre attività cognitive oltre che di reasoning. L'AI potenzia un lavoro capacitato esplorativo di decisioni e analisi delle conseguenze (funzioni predittive o meta-predittive) e come Agency di supporto alla connettività tra azione-decisione e creatività, tra corpo, mente e coscienza. Le macchine AI non pensano e non sono consapevoli ma sono un utile supporto ad una azione creativa (individuale e collettiva) come brain interconnesso e plurale verso un salto tecno-scientifico e strategico-operativo per offrire soluzioni alle grandi sfide del presente (demografiche, sanitarie, di sicurezza e geo-politiche), toccando i temi della salute (anche digitale), del benessere e della felicità. Con effetti tanto più diffusi e rilevanti quanto più saprà accoppiarsi senza confusioni all'Intelligenza Naturale Collettiva (INC) di rinforzo alla democrazia liberale e alla creatività. Una intelligenza artificiale generativa (IAG) con una natura "ibridante" di competenze, capacità, saperi condivisi e di agency, oltre che di organizzazione e processi decisionali e di un agire trasformativo di imprese e supply chain, potenziando la produttività cognitiva. Per questo il controllo sull'AI dovrà essere più distribuito e meno concentrato valorizzando concorrenza e mercati aperti. I rischi che presenta sono tuttavia rilevanti, da cui l'urgenza di regole etiche o algoretiche necessarie a guidare l'AI come general purpose technology in una chiave regolatoria (sovra) continentale e multilaterale per i diritti della persona. Agendo su Politiche industriali e formative di scala vasta e sistemiche con una Europa allargata che recuperi i ritardi (di difesa, industriali e commerciali) anche a protezione del suo modello sociale di welfare.