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«Non correte! Andate piano!». Seguito da «lettere a mio figlio» di Ryszard Polanski - Librerie.coop

«Non correte! Andate piano!». Seguito da «lettere a mio figlio» di Ryszard Polanski

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Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Adelphi
TRADUTTORI L. Di Lella
EAN 9788845941665
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Biografie
Storia
COLLANA / SERIE La collana dei casi
LINGUA ita

Descrizione

A nove anni Roman Polanski vide le SS portare via suo padre. «Fila!» gli intimò l'uomo, e il bambino obbedì - ritrovandosi da solo nelle strade del ghetto di Cracovia, dove sfuggì alla deportazione grazie all'intervento di un giovane polacco. «Mi piacerebbe sapere che fine ha fatto quel polacco. Che vita ha avuto. Forse è ancora vivo. Se c'è qualcuno che mi ha realmente salvato la vita, è senz'altro quel ragazzo» commenta. Sarebbero sopravvissuti entrambi, padre e figlio: Roman a tormentose peregrinazioni, da una famiglia all'altra, dalla città alla campagna e poi di nuovo alla città; Ryszard a due campi di concentramento, Plaszów e Mauthausen, ma a ciò che avevano vissuto non avrebbero più accennato: «Non avevamo nessuna voglia di parlarne. C'erano cose ben più interessanti e importanti: la vita e il futuro». Solo più tardi, quando decide di girareIl pianista, Roman ritorna su quelle vicende. Nel frattempo l'aveva fatto anche Ryszard, in due lettere indirizzate al figlio - che però aveva come rimosso. Finché, giunto a novantadue anni, ha ripercorso ancora una volta i suoi ricordi, accettando di metterli per iscritto - e di pubblicarli insieme a quelle lettere in una sorta di ricongiungimento postumo. Ha avuto ragione: se infatti il grande regista rievoca gli anni della guerra con la vivacità della narrazione orale, il padre racconta la sua traversata dell'inferno con uno stile magistrale, cinematografico, con un distacco a volte quasi agghiacciante e un'ironia feroce, senza mai cedere all'autocommiserazione - come se, varcata una certa soglia, solo ilsense of humour consentisse di trattare l'orrore.