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Dai Fondra ai Tambellini de Fondra. Storia di un casato dell'aristocrazia feudale
€ 15,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Edizioni ETS |
| EAN | 9788846774897 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Famiglia e relazioni Storia |
| LINGUA | ita |
Descrizione
A.D. 31 agosto 1148, con atto di infeudazione del vescovo-conte di Bergamo, Gerardo da Bonate nasce il casato dei Fondra. A ricevere l'investitura due fratelli, Sozzo e Asperello figli di Anzalberto di Scalve, ora "Signori della Val Fondra", territorio di difficile controllo militare, posto all'estremità della Val Brembana. Un ramo di questa famiglia, i Fondra di Bordogna, proprietari del castello di Bordogna e dell'omonima torre, fu protagonista nella lotta Guelfi e Ghibellini di fine Trecento, con Lorenzo Triaca capo fazione ghibellino, alleato dei Visconti di Milano; nel 1408, alla fine delle ostilità, fu uno dei casati presenti alla consegna di Bergamo a Pandolfo Malatesta con Bonasolus filius Pricchae de Bordonia pro se et omnibus aliis de parentela sua partis Gibellinae. Il libro presenta un intreccio di storie, di famiglie, di vicende belliche, tutte legate da una comune genealogia risalente ad Anzalberto di Scalve. Con il tempo il casato si ingrandisce e si formano nuove identità, (Ambria, Taxis Bordogna Valnigra, Fondra de Ferra, Tambellini de Fondra ecc.). Un nucleo dei Tambellini, per ragioni economiche legate all'attività mineraria, emigra a Ferrara e da lì in lucchesia. Così a Lucca, dopo circa 900 anni dall'investitura feudale di Asperello, è ancora presente una famiglia che affonda le radici nel medioevo e, in un contesto cittadino di antiche famiglie con titolo nobiliare derivato quasi esclusivamente dall'esercizio della mercatura, viene dalla "nobiltà di spada", sinonimo di appartenenza a quella stirpe di origine militare e feudale, basata sul sangue, sul coraggio e sul servizio in guerra; una nobiltà che non era solo titolo, ma vera e propria funzione.