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Fatica di amministrare e principio di responsabilità ai tempi del PNRR
€ 30,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Edizioni Scientifiche Italiane |
| EAN | 9788849561166 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Diritto |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Il presente volume vede la luce ad un lustro dalla pubblicazione del testo "La questione istituzionale nell'Italia delle nuove signorie" che, concepito durante le fasi più difficili dell'emergenza pandemica, traeva spunto dalle disfunzioni emerse in quel periodo per indagare sulle cause strutturali dell'insoddisfacente funzionamento della Pubblica Amministrazione nel nostro Paese. La nuova ricerca, dopo un'attenta analisi delle persistenti criticità dell'azione dei pubblici poteri, si concentra sul cosiddetto "principio di responsabilità", evidenziandone il recente e complessivo affievolimento determinato anche da interventi normativi che hanno inciso significativamente sull'assetto delineato dall'art. 28 della Costituzione, ridefinendo lo storico rapporto tra autorità e responsabilità. Il nuovo punto di equilibrio, ritenuto necessario dal legislatore per contrastare la cosiddetta "fatica di amministrare", è stato presentato come funzionale a garantire il risultato di un più completo utilizzo delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). In questo contesto si colloca la recentissima legge n. 1 del 7 gennaio 2026, che prosegue nel solco di una progressiva attenuazione del sistema delle responsabilità di coloro che sono chiamati a gestire risorse pubbliche, in particolare degli appartenenti agli organi politici, per i quali deve presumersi sempre la "buona fede". Tali evidenze hanno suscitato l'esigenza di riprendere il viaggio nei meandri della "res publica" attraverso questo pamphlet, con l'obiettivo di verificare se e in qual misura la gestione amministrativa sia divenuta talmente "faticosa" da giustificare una generalizzata attenuazione del principio di responsabilità. La ricerca si propone, inoltre, di evidenziare le reali criticità sulle quali sarebbe auspicabile intervenire "de iure condendo", anche alla luce dell'esperienza maturata nella gestione dell'emergenza pandemica e nell'impiego delle risorse del PNRR, rinvenienti in gran parte da mutui onerosi che graveranno sui bilanci pubblici per i prossimi trent'anni.