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Gli atti di destinazione ex art. 2645-ter c.c. e la meritevolezza degli interessi
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Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Edizioni Scientifiche Italiane |
| EAN | 9788849562064 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Diritto |
| COLLANA / SERIE | Quaderni della Rassegna di diritto civile |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Norma esile nella formulazione ma ambiziosa negli effetti: cosí i primi commentatori descrivevano l'art. 2645-ter c.c., sospeso tra la lettura di chi vi leggeva l'inespressa ricezione domestica del trust e quella di chi denunciava l'insufficienza di un frammento normativo collocato nelle pieghe della trascrizione. Il quadro si è in parte chiarito: la disposizione si lascia apprezzare come tessera di un disegno piú ampio, quello che, muovendo dal principio di sussidiarietà orizzontale e dalla rilettura personalistica del sistema, ha restituito all'autonomia negoziale spazi capaci di attuare anche interessi non patrimoniali. La meritevolezza è riconosciuta quale giudizio autonomo, distinto dalla mera liceità, e declinata come valutazione assiologica dell'atto e degli scopi perseguiti, da condurre nell'alveo dell'adeguatezza fra mezzo prescelto, scopo perseguito e patrimonio residuo del disponente. In questa prospettiva si misura la tenuta del principio di universalità della responsabilità patrimoniale (art. 2740 c.c.) e la stessa possibilità di un ripensamento del numerus clausus dei diritti reali. Lo studio si confronta, poi, con i rimedi accordati ai creditori del disponente, in primo luogo, la revocatoria e la nullità.