Per gli acquisti online: spese di spedizione gratuite da 25€ - Per i soci Coop o con tessera fedeltà Librerie.coop gratuite a partire da 19€.
L'irrilevanza pratica delle ragioni escludenti. Una critica filosofica
€ 10,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Edizioni Scientifiche Italiane |
| EAN | 9788849562439 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Economia, finanza e marketing Diritto Filosofia |
| COLLANA / SERIE | L'Europa del diritto |
| LINGUA | ita |
Descrizione
In questo saggio Kenneth Einar Himma rilegge una delle tesi più influenti, discusse e controverse della filosofia giuridica contemporanea - la tesi del diritto come "ragione escludente" proposta dallo studioso oxoniense Joseph Raz -, al fine di mostrarne la fondamentale irrilevanza pratica. Attraverso una ricostruzione rigorosa delle distinzioni tra ragioni soggettive e oggettive, motivanti e giustificative, di primo e di secondo grado, Himma sostiene che il corretto impiego delle regole oggettive del ragionamento pratico non impone affatto il ricorso a ragioni escludenti per determinare la condotta da adottare. Himma ritiene che la forza normativa delle prescrizioni obbligatorie derivi unicamente da tre fonti irriducibili di valore - morale, prudenziale ed estetico - e che questa architettura renda superflua l'idea che esse generino ragioni di secondo grado capaci di derogare o "silenziare" ragioni concorrenti e precedenti di primo grado. Ciò rappresenterebbe - per Raz - la tipica fenomenologia delle norme giuridiche che rendono superflue le regole morali, escludendole per l'appunto dal ragionamento pratico qui rilevante. Ne scaturisce una critica radicale: le ragioni escludenti di secondo grado non svolgono alcuna funzione deliberativa indispensabile e risultano, sul piano concettuale, ridondanti.