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La posta dei confinati. Controllo e censura postale al confino politico fascista 1926-1943 - Librerie.coop

La posta dei confinati. Controllo e censura postale al confino politico fascista 1926-1943

€ 29,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Cosmo Iannone Editore
EAN 9788851602659
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Attualità e politica
Storia
COLLANA / SERIE Storia e documenti
LINGUA ita

Descrizione

Il confino di polizia, introdotto dal regime fascista nel novembre 1926 e presto trasformatosi in confino "politico", ha interessato sino al 1943 circa quindicimila persone: antifascisti, dissidenti, sovversivi, e quindi comunisti, socialisti, anarchici, ma anche omosessuali, religiosi, nomadi, vagabondi, persino fascisti troppo fascisti. Tutti coloro che non erano "allineati" al regime venivano messi in condizione di non nuocere: venivano allontanati, semplicemente e silenziosamente. E nei luoghi di confino naturalmente ricevevano posta e scrivevano a casa. Per la prima volta, in modo organico e completo, viene affrontato un aspetto affatto secondario del confino di polizia: il controllo e la censura postale della corrispondenza dei confinati politici. Nel volume sono trattate tutte le colonie confinarie (Ponza, Ventotene, Lipari, Ustica, Favignana, Lampedusa, Pantelleria, Tremiti, Pisticci) e alcune delle oltre quattrocento località confinarie sulla terraferma. Di ciascuna vengono tratteggiati gli aspetti salienti e ci si sofferma sulle modalità di controllo e censura postale attraverso la catalogazione di tutti i bolli utilizzati. In relazione alle diverse colonie confinarie trovano spazio le biografie di cinquanta confinati politici (da Giorgio Amendola a Eugenio Curiel, da Corrado Bonfantini a Nello Traquandi) che vengono illustrate con documenti postali inediti e materiale degli Archivi di Stato. Particolare rilievo viene dato nel volume alle donne, direttamente (come Maria Ciarravano, Lucia Bianciotto, Cesira Fiori, Giuseppina Callegari, Maria De Fanti) o indirettamente (le mogli e le figlie di confinati che seguirono il proprio uomo al confino, come nel caso di Luigi de Prospero o Lucio Mario Luzzatto) confinate.