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Le olimpiadi del 1944. Gare e guerra da Roma ai lager tedeschi
€ 24,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Neri Pozza |
| EAN | 9788854531741 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Sport Storia |
| COLLANA / SERIE | I colibrì |
| LINGUA | ita |
Descrizione
L'estate del 1944 fu una stagione di sangue, ma anche di sport. Di battaglie campali e di improbabili gare. Di propaganda bellica e di appelli all'ideale olimpico di pace e fraternità. Non ci furono, naturalmente, i giochi olimpici previsti a Londra, ma a Roma, a Parigi, a Losanna e persino nei lager tedeschi la ricorrenza fu osservata. A Roma, al Foro Mussolini, dove l'Italia fascista sperava di ospitare proprio le Olimpiadi del '44, gli Alleati organizzarono, tra giugno e luglio, grandi campionati di atletica leggera e di nuoto con atleti militari provenienti da tutta l'area del Mediterraneo. Il regime di Vichy celebrò solennemente il ricordo del fondatore Pierre de Coubertin, immaginando ancora un futuro per la Francia collaborazionista. Negli stessi giorni, la "Capitale olimpica" di Losanna, nella neutrale Svizzera, mantenne l'impegno preso prima della guerra di celebrare ufficialmente il Giubileo. Con cerimonie, gare, alzabandiera, emissioni di francobolli, seguite da "mini Olimpiadi" cui presero parte internati militari di ogni nazionalità. Il libro ricostruisce questi avvenimenti nel più generale contesto politico e bellico, raccontando la storia di alcuni partecipanti. Un afroamericano che trionfò al Foro Mussolini e finirà per vincere davvero una medaglia olimpica dopo la guerra. Nuotatori nippoamericani delle Hawaii, destinati a vera gloria olimpica, che si accontentarono di fare razzia di medaglie a Roma. Un mezzofondista ebreo jugoslavo che gareggiò sotto falso nome nell'Italia in guerra e poi fu tra gli organizzatori e i partecipanti delle "mini Olimpiadi" di Losanna. Un ex olimpionico polacco, poi giornalista sportivo, che alzò e ammainò la bandiera olimpica nel lager tedesco di Gross Born.