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Elevazione. Del basket e della vita - Librerie.coop

Elevazione. Del basket e della vita

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Disponibile dal 18 Settembre 2026
€ 22,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Neri Pozza
TRADUTTORI G. Pannofino
EAN 9788854532540
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Basket
Storia
COLLANA / SERIE Bloom
LINGUA ita

Descrizione

È il 9 febbraio 1985 quando Michael Jordan si lancia verso il canestro dalla linea dei liberi per mettere una schiacciata con una mano sola. Sembra che rimanga in volo per ore; che non possa mai più rimettere piede a terra; che abbia colmato la distanza fra il campo e l'anello camminando su una superficie invisibile. Jordan ha preso la mira e si è arrampicato verso quel punto altissimo che è il successo, o forse il paradiso, e per un interminabile manciata di secondi è stato invincibile. Per Hanif Abdurraqib, nato nell'età d'oro del basket, quello è solo il primo di una lunga serie di voli di cui sarà testimone. Solo un anno lo separa da un altro campione immenso, LeBron James; non il colore della pelle, non il luogo di nascita: l'Ohio, il cosiddetto flyover country, quel pezzo d'America da sorvolare, dimenticato da Dio e sfavorito dai pronostici. Un posto difficile che, nonostante tutto, Abdurraqib ama. Ama le leggende sportive, certo, le storie di coloro che ad andarsene ce l'hanno fatta, ma ama anche i quartieri dimenticati, i campetti spaccati, i padri finiti in carcere e i figli disgraziati che si sono dovuti arrangiare. Ama le persone come lui, che si ostinano a restare in quelle periferie che tutti ormai definiscono, per semplificazione, "zone di guerra". E le ama proprio per questo, le ama nonostante: sa che guardare uno di loro saltare, infilare un canestro, volare, sarà sempre un miracolo che nessuna miseria, nessuna galera, potrà mai loro sottrarre. Così, come in un'immaginaria partita di basket, l'autore scrive a quel posto difficile, l'unico cui è mai possibile appartenere, una lettera d'amore che è anche tributo a un'irripetibile stagione sportiva: riflessione lirica e potente sulla promessa di elevazione che l'America non ha mai saputo mantenere. La Scottwood Elementary School era una scuola, ma nessuno di noi ci andava. Scottwood era un campo da basket, così strapieno di talenti da rendere invisibile la scuola. E io non ho mai più visto partite come quelle. Partite che andavano avanti da mezzogiorno alle otto o alle nove di sera e, a volte, qualcuno piazzava l'auto a bordo campo e accendeva i fanali per poter continuare.