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EBOOK - epub 3
La morte segreta di Josif Giugasvili
Protezione:
Adobe DRM
€ 9,99
Dettagli
| FORMATO | epub 3 |
| EDITORE | Neri Pozza |
| EAN | 9788854536210 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Letteratura |
| LINGUA | ita |
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Descrizione
La morte segreta di Josif Giugasvili, uscito per le Edizioni il Formichiere nel 1976, è il penultimo libro pubblicato da Giorgio De Maria, cui seguirà quello che è stato definito «l’unico vero romanzo maledetto italiano», ossia Le venti giornate di Torino, che, riportato in libreria dopo oltre quarant’anni, ha dato inizio alla riscoperta di uno degli autori più interessanti, controversi e originali della letteratura italiana contemporanea. In questo romanzo, muovendo dalla figura di Stalin – nato appunto Josif Giugasvili – De Maria costruisce una narrazione ambigua e perturbante, dove realtà storica, mistero e invenzione letteraria si intrecciano fino a diventare indistinguibili. Con il suo stile visionario e imprevedibile, De Maria esplora il rapporto tra arte e autorità, immaginazione e potere, azione e spiritualità, ci restituisce il peso della Storia, svela le zone oscure della coscienza collettiva. Un’opera rara e affascinante, capace ancora di sorprendere per genialità e forza immaginativa, espressione del talento di un autore che solo oggi, dopo mezzo secolo, sta trovando la sua definitiva consacrazione.
Mi chiamo Saska e sono un servo; sono un servo anche adesso che non lo sono più, e ho settantotto anni suonati, ed è dal 5 marzo del ’53, ossia dal giorno della morte del mio padrone, che posso considerarmi un “affrancato”; di chi mai sono ancora al servizio, adesso che nessuno nel mio grande sterminato Paese si occupa di me?
«De Maria è autore che sfugge a ogni categoria. Francamente, sarebbe ora che questo atipico scrittore diventasse patrimonio comune ed entrasse nel canone del Novecento». Il Giornale
«Nella sua avanguardia visionaria, Giorgio De Maria ha saputo guardare il mondo com’è, tolti tutti i veli. Descrive come le cicatrici lasciate dal passato possano ostacolare i fragili tentativi di costruire il futuro». Satisfiction
Mi chiamo Saska e sono un servo; sono un servo anche adesso che non lo sono più, e ho settantotto anni suonati, ed è dal 5 marzo del ’53, ossia dal giorno della morte del mio padrone, che posso considerarmi un “affrancato”; di chi mai sono ancora al servizio, adesso che nessuno nel mio grande sterminato Paese si occupa di me?
«De Maria è autore che sfugge a ogni categoria. Francamente, sarebbe ora che questo atipico scrittore diventasse patrimonio comune ed entrasse nel canone del Novecento». Il Giornale
«Nella sua avanguardia visionaria, Giorgio De Maria ha saputo guardare il mondo com’è, tolti tutti i veli. Descrive come le cicatrici lasciate dal passato possano ostacolare i fragili tentativi di costruire il futuro». Satisfiction