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Descrizione
Questa monografia presenta la prima rigorosa rassegna critica della produzione di Will Paucar. Curato da Beatrice Fellegara, il volume si configura come un saggio corale in cui i contributi scientifici di studiose attive all'interno di ICONE - Centro di Ricerca Europea di Storia e Teoria dell'Immagine (Università Vita-Salute San Raffaele), dialogano con la critica d'arte contemporanea per indagare l'opera d'arte come terreno in cui trovarsi e riconoscersi, a fronte dello smarrimento identitario odierno. Questo studio delinea così una traiettoria che intreccia le radici pittoriche europee alle ricerche transatlantiche, riflettendo la natura nomade di Paucar. Tra Milano, Parigi e Amsterdam, l'artista italo-ecuadoriano fonde l'espressionismo materico, la "drammaturgia spaziale" di Bacon e le icone bizantine con l'astrazione di Rothko e Cy Twombly, imprimendovi la propria matrice latina. È, in particolare, nelle serie Anima Mundi, Figures ed Ethereal Realms che la cancellazione del volto diventa, nella lettura di Lisa Sanguineti, una "Estetica dell'Undersharing": una resistenza radicale all'iper-visibilità teorizzata da Guy Debord e Byung-Chul Han. Nel silenziare il rumore del mondo, il volto sottratto e lo spessore pittorico conducono lo spettatore verso l'astrazione, costringendolo alla riflessione interiore. Questa visione confluisce nella ricerca INTHYMOS di Fellegara sulle Intimità Collettive, nata negli archivi della Rothko Chapel di Houston e sviluppata attraverso una pluralità di progetti curatoriali e scientifici, per entrare in perfetta risonanza con il gesto espressionista di Paucar, inteso come rito collettivo e radicale affermazione di esistenza.