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EBOOK - epub 3
Noi non conosciamo l'Italia
Protezione:
Adobe DRM
€ 6,99
Dettagli
| FORMATO | epub 3 |
| EDITORE | Feltrinelli Editore |
| EAN | 9788858867174 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Filosofia Attualità e politica |
| LINGUA | ita |
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Descrizione
“Noi non conosciamo l’Italia. Peggio ancora: noi manchiamo degli strumenti adatti per conoscere l’Italia.”
Solo chi conosce la realtà può provare a trasformarla; chi rinuncia a conoscerla è destinato a subirla.
“Noi non conosciamo l’Italia.” Con queste parole, nel 1923, Antonio Gramsci formula una delle diagnosi più radicali e ancora attuali della crisi politica italiana. Non è solo un atto d’accusa: è un programma di lavoro.
Sotto la curatela di David Bidussa, sono qui raccolti testi scritti tra il 1916 e la metà degli anni trenta, nei quali prende forma il laboratorio teorico e politico che confluirà nei Quaderni del carcere. Al centro, una convinzione che attraversa tutta la riflessione gramsciana: senza conoscenza della società reale non esiste azione politica efficace.
Gramsci attacca l’inerzia, il linguaggio opaco degli intellettuali, il gergo vuoto dei partiti, l’irresponsabilità diffusa di una classe dirigente incapace di misurarsi con i problemi concreti del paese.
Ma non si limita alla critica. Indica una via: costruire una cultura politica capace di nominare le cose, di comprenderle nella loro complessità, di assumersene la responsabilità. Fare politica, per Gramsci, significa prima di tutto dotarsi degli strumenti per conoscere: la realtà sociale, i rapporti di forza, le trasformazioni economiche e culturali.
Solo così è possibile orientarsi, prevedere, agire. Nel tempo della semplificazione, delle parole che nascondono invece di chiarire, degli slogan che fingono di spiegare ciò che invece mistificano, Gramsci ci ricorda che la vera azione nasce da un lavoro lungo, paziente, collettivo di comprensione e che la politica fallisce quando smette di conoscere la realtà che pretende di trasformare.
Solo chi conosce la realtà può provare a trasformarla; chi rinuncia a conoscerla è destinato a subirla.
“Noi non conosciamo l’Italia.” Con queste parole, nel 1923, Antonio Gramsci formula una delle diagnosi più radicali e ancora attuali della crisi politica italiana. Non è solo un atto d’accusa: è un programma di lavoro.
Sotto la curatela di David Bidussa, sono qui raccolti testi scritti tra il 1916 e la metà degli anni trenta, nei quali prende forma il laboratorio teorico e politico che confluirà nei Quaderni del carcere. Al centro, una convinzione che attraversa tutta la riflessione gramsciana: senza conoscenza della società reale non esiste azione politica efficace.
Gramsci attacca l’inerzia, il linguaggio opaco degli intellettuali, il gergo vuoto dei partiti, l’irresponsabilità diffusa di una classe dirigente incapace di misurarsi con i problemi concreti del paese.
Ma non si limita alla critica. Indica una via: costruire una cultura politica capace di nominare le cose, di comprenderle nella loro complessità, di assumersene la responsabilità. Fare politica, per Gramsci, significa prima di tutto dotarsi degli strumenti per conoscere: la realtà sociale, i rapporti di forza, le trasformazioni economiche e culturali.
Solo così è possibile orientarsi, prevedere, agire. Nel tempo della semplificazione, delle parole che nascondono invece di chiarire, degli slogan che fingono di spiegare ciò che invece mistificano, Gramsci ci ricorda che la vera azione nasce da un lavoro lungo, paziente, collettivo di comprensione e che la politica fallisce quando smette di conoscere la realtà che pretende di trasformare.