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EBOOK - epub 3
Dio Nazione Lavoro
Protezione:
Adobe DRM
€ 6,99
Dettagli
| FORMATO | epub 3 |
| EDITORE | Feltrinelli Editore |
| EAN | 9788858867235 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Attualità e politica Storia |
| LINGUA | ita |
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Descrizione
“La bellezza è meno bella se scaturisce dall’orrore, se la sua matrice è la stessa di un discorso violento, guerrafondaio, fascistoide?”
Un’ideologia sepolta che torna a parlare al presente. E getta luce non solo sulla Russia, ma sul risorgere delle ideologie forti nel nostro tempo.
Il fascismo non è stato soltanto un fenomeno italiano o dell’Europa occidentale. Negli anni venti e trenta, tra gli esuli russi in Manciuria nacque un movimento che guardava a Mussolini e a Hitler, sognava la riconquista della patria perduta e adottava un motto semplice e radicale: “Dio Nazione Lavoro”. Ma questa non è solo la storia di un movimento marginale: è il punto di partenza di un’indagine più ampia.
Andrea Tarabbia prende quella vicenda come una soglia e la attraversa, mostrando come le idee che animavano il fascismo russo – la missione spirituale della Russia, il legame tra Stato e religione, il primato della nazione, il rifiuto dell’Occidente liberale, il bisogno di ordine e di salvezza – non nascano, e non finiscano, lì. Sono idee profonde, che attraversano l’Ottocento e il Novecento russo: da Dostoevskij a Berdjaev, da Il’in a Gumilëv, fino a Dugin, Surkov e ai teorici contemporanei del potere. Idee che riemergono, trasformate, nel discorso politico della Russia di Putin: nella retorica della patria assediata, nella sacralizzazione dello Stato, nella guerra contro l’Occidente, nella promessa di un’armonia superiore fondata sulla rinuncia alla libertà.
Dio Nazione Lavoro è però anche un libro personale. Tarabbia interroga un universo culturale che ha amato profondamente: la Russia di Dostoevskij, Gogol’, Erofeev, Majakovskij; la Russia della letteratura assoluta, della domanda su Dio, del male, della redenzione, della bellezza che dovrebbe salvare il mondo. E arriva a chiedersi: che cosa abbiamo amato, davvero, quando abbiamo amato la Russia? E che cosa non abbiamo voluto vedere?
Un’ideologia sepolta che torna a parlare al presente. E getta luce non solo sulla Russia, ma sul risorgere delle ideologie forti nel nostro tempo.
Il fascismo non è stato soltanto un fenomeno italiano o dell’Europa occidentale. Negli anni venti e trenta, tra gli esuli russi in Manciuria nacque un movimento che guardava a Mussolini e a Hitler, sognava la riconquista della patria perduta e adottava un motto semplice e radicale: “Dio Nazione Lavoro”. Ma questa non è solo la storia di un movimento marginale: è il punto di partenza di un’indagine più ampia.
Andrea Tarabbia prende quella vicenda come una soglia e la attraversa, mostrando come le idee che animavano il fascismo russo – la missione spirituale della Russia, il legame tra Stato e religione, il primato della nazione, il rifiuto dell’Occidente liberale, il bisogno di ordine e di salvezza – non nascano, e non finiscano, lì. Sono idee profonde, che attraversano l’Ottocento e il Novecento russo: da Dostoevskij a Berdjaev, da Il’in a Gumilëv, fino a Dugin, Surkov e ai teorici contemporanei del potere. Idee che riemergono, trasformate, nel discorso politico della Russia di Putin: nella retorica della patria assediata, nella sacralizzazione dello Stato, nella guerra contro l’Occidente, nella promessa di un’armonia superiore fondata sulla rinuncia alla libertà.
Dio Nazione Lavoro è però anche un libro personale. Tarabbia interroga un universo culturale che ha amato profondamente: la Russia di Dostoevskij, Gogol’, Erofeev, Majakovskij; la Russia della letteratura assoluta, della domanda su Dio, del male, della redenzione, della bellezza che dovrebbe salvare il mondo. E arriva a chiedersi: che cosa abbiamo amato, davvero, quando abbiamo amato la Russia? E che cosa non abbiamo voluto vedere?